Melito, il consiglio comunale approva i nuovi indirizzi urbanistici. Ma l’opposizione accusa: «seduta non valida»

Melito, il consiglio comunale approva i nuovi indirizzi urbanistici. Ma l’opposizione accusa: «seduta non valida»

La maggioranza revoca la delibera commissariale 90/07. Il centro- destra attacca: «non rispettate le regole» MELITO – L’assise melitese, con i soli voti


La maggioranza revoca la delibera commissariale 90/07. Il centro- destra attacca: «non rispettate le regole»

MELITO – L’assise melitese, con i soli voti del centro-sinistra (tutta presente ad eccezione dell’Udc Giovanni Barretta ufficialmente assente per motivi di salute ndr.), approva i nuovi indirizzi urbanistici della città e revoca la delibera commissariale 90/07 che poneva un freno a nuove edificazioni. Dopo diversi rinvii dunque, il primo a febbraio, il secondo lo scorso 20 maggio che aveva aperto crepe all’interno della coalizione, la maggioranza riesce a portare a casa un risultato che viene definito «importante». Tra i provvedimenti che l’amministrazione intende adottare, tra le altre cose, la riqualificazione del centro storico, i cosiddetti orti sociali, salvaguardia del verde pubblico, e la possibilità di destinare ad housing sociale circa il 30% degli immobili per diverse attività svolte sul territorio.

«Da tempo lavoriamo alla progettazione di idee e, nonostante l’esiguità delle risorse a disposizione, continueremo ad impegnarci al fine di ottimizzarle perseguendo l’obiettivo di garantire un futuro migliore a questa città ed ai nostri figli. Abbiamo segnato un punto importantissimo nel percorso di quest’amministrazione» dichiara l’assessore all’urbanistica, nonché vicesindaco, Marina Mastropasqua.

Rinviato ad altro consiglio comunale invece la discussione su argomento Tasi, dopo la proroga dei termini di pagamento da parte del Governo.

Ma è polemica sulla legittimità del consiglio di ieri. Il centro-destra infatti, non presente in aula durante la seduta, lamenta irregolarità. Facendo riferimento all’articolo 17, ai comma 2 e 3 del regolamento del consiglio comunale, il presidente dell’assise (in questo caso Pietro D’Angelo, quota Pd), avrebbe dovuto, dopo la mancanza del numero legale dello scorso 20 maggio, provvedere ad indicare una data precisa per la seconda convocazione del consiglio avente come oggetto gli stessi punti all’ordine del giorno. Per i gruppi di minoranza questo non sarebbe accaduto e pertanto il consiglio di ieri, in buona sostanza, a loro dire, non si sarebbe dovuto tenere. Già in tarda mattinata gli esponenti dell’opposizione avevano sollevato la questione dinanzi al segretario comunale decidendo, successivamente, di non prendere parte al consiglio comunale. Duro il loro commento: «la maggioranza ha deciso di mettere le regole sotto i piedi, negando l’evidenza, riunendosi nonostante già nella mattinata di ieri avessimo inviato la documentazione al Prefetto di Napoli nel quale si evinceva la palese irregolarità nella convocazione del consiglio comunale».

Di parere opposto la maggioranza. Per Pompeo Bruno della lista Moderati infatti, «su temi importanti come quelli dell’urbanistica, l’opposizione, che ha dimostrato tutta la sua pochezza strumentalizzando la questione, decide di non essere in aula: totale delusione». «Anche laddove fosse stata ritenuta esistente una irregolarità formale nella convocazione del consiglio questo tema avrebbe potuto costituire oggetto di confronto in aula. I consiglieri d’opposizione, ancora una volta, hanno assunto un atteggiamento a riprova della propria irresponsabilità politica e della scarsa proposta» aggiunge il sindaco Venanzio Carpentieri.