Melito, maggioranza a rischio? Carpentieri smentisce, intanto gli assessori rimettono le deleghe

Melito, maggioranza a rischio? Carpentieri smentisce, intanto gli assessori rimettono le deleghe

Intervista alla fascia tricolore dopo il consiglio saltato per mancanza del numero legale: «ognuno si assuma le proprie responsabilità» MELITO – Il


Intervista alla fascia tricolore dopo il consiglio saltato per mancanza del numero legale: «ognuno si assuma le proprie responsabilità»

MELITO – Il sindaco di Melito, nonché segretario provinciale Pd Venanzio Carpentieri, dopo il mancato svolgimento dell’assise sulla questione urbanistica (già rinviata una prima volta lo scorso febbraio), chiede a chi fa parte dell’attuale maggioranza di «assumersi le proprie responsabilità». Il riferimento pare essere soprattutto a quei membri delle liste della coalizione, che in ogni caso Carpentieri giudica non a rischio, non presenti ieri in aula. La fascia tricolore ha inoltre confermato di aver chiesto, in attesa di un chiarimento all’interno del centro-sinistra, a tutti gli assessori di rimettere le proprie deleghe.

 Sindaco Carpentieri, dopo che il consiglio comunale di ieri sul tema urbanistico è saltato a causa dell’assenza del numero legale, evidenziando divisioni all’interno del centro-sinistra, reputa la sua maggioranza a rischio? La coalizione che vinse un anno fa esiste ancora?

 «Io non penso che la maggioranza sia a rischio. Quello di ieri è stato è sicuramente un passaggio a vuoto sgradevole, in parte dettato da circostanze fortuite che probabilmente potevano e dovevano essere scongiurate con una maggiore diligenza da parte nostra nel gestire la convocazione e lo svolgimento della seduta. In qualche altro caso è possibile che sia subentrato qualche malessere di carattere politico e per questo ci faremo carico di affrontare la questione nella prossima riunione di maggioranza (che si terrà oggi pomeriggio ndr.). Inoltre, la coalizione con la quale abbiamo vinto nel 2013 rimane la stessa, non ci sono cambi in vista, non rientrano nei miei piani. Aggiungo che dopo l’apertura della fase politica mi aspetto che tutti assolvano, dopo aver rivendicato il diritto ad avere un ruolo politica di una certa incisività all’interno dell’amministrazione, a tutti i doveri che questa responsabilità politica comporta».

 Il centro-destra ha chiesto le sue dimissioni. Mentre l’Udc, lista di maggioranza attualmente non rappresentata in giunta, con il segretario cittadino ed ex assessore al bilancio Gino Gabbano ritiene che debbano fare un passo indietro sia il presidente del consiglio comunale Pietro D’Angelo che l’assessore e vicesindaco Marina Mastropasqua (entrambi in quota Pd). Nel primo caso, afferma Gabbano, con la motivazione secondo cui in questo anno, con Pietro D’Angelo garante del civico consesso, sono stati tanti i punti all’ordine del giorno non approvati in consiglio comunale. Nel secondo caso perché, la Mastropasqua, prima da presidente della commissione urbanistica e poi da assessore, non sarebbe riuscita a portare avanti i provvedimenti urbanistici, dopo un primo rinvio lo scorso febbraio, con riferimento, anzitutto, alla revoca della delibera commissariale 90/07. Che ne pensa?

 «Innanzitutto richieste di questo tipo, al sottoscritto, non sono pervenute. Se ci sarà qualcosa da dire lo si dirà nella riunione di maggioranza. Io credo che ci debba essere sempre un senso di responsabilità da parte di tutti quanti perché su alcuni dei provvedimenti relativi all’urbanistica la discussione andava avanti da tempo, addirittura da febbraio. Parlare oggi di un non sufficiente approfondimento mi pare assolutamente fuori luogo. A me risulta che le riunioni di commissione, anche con la presenza dell’assessore all’urbanistica, siano state convocate e che più di uno le abbia disertate. Fare il consigliere comunale, l’assessore o il segretario di partito impone degli obblighi, oltre che impegno e dedizione assoluti. Non ci sono più giustificazioni per nessuno. Chi si assenta ha torto. Il dissenso si può manifestare in mille modi ma non nelle forme in cui è stato fatto in occasione dell’ultimo consiglio comunale. Se qualcuno pensa con questi strumenti di condizionare le mie scelte e di quest’amministrazione ha sbagliato. Si accorgerà nei fatti di aver fatto male le valutazioni. Al centro-destra che chiede le mie dimissioni, dico che è patetico. In questo anno è stata proprio la minoranza a dare dimostrazione di totale disaggregazione e latitanza, nonostante dicano il contrario. Basta vedere le assenze in consiglio comunale sia prima che durante la seduta. Spessissimo hanno abbandonato i lavori con scarso rispetto dei cittadini e del ruolo che rivestono. Non si ha alcuna traccia di iniziative da loro proposte. Ieri erano presenti solo in 4 su 9. I loro inviti sono da rigettare perché non credibili».

 E’ vero, dopo quanto accaduto ieri, che lei ha chiesto ai sette assessori che attualmente compongono la sua giunta di rimettere tutte le deleghe?

 «Si, è vero. Tutti gli assessori hanno rimesso le deleghe nelle mie mani come segno di responsabilità e per favorire questo chiarimento interno alla maggioranza e capiremo se c’è qualche problema e da parte di chi. Alcuni degli assenti hanno giustificato la mancata presenza con delle cause che non hanno nulla di politico. Al momento, in ogni caso, preferisco non fare previsioni su quanto accadrà a seguito degli incontri».

 A pochi giorni dalle europee e da alcune votazioni amministrative che la vedranno coinvolto come segretario provinciale Pd teme un suo indebolimento? Anche a Melito, il Pd locale sostiene due diversi candidati. Lei Giosi Ferrandino, la parte più vicina alla componente Rostan Massimo Paolucci.

 «No, sono due piani distinti perché il Pd era tutto presente in aula ieri. Non c’è dissidio con il Partito Democratico melitese. Non avverto influenze tra l’uno e l’altro piano».

 

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