Melito, manca il numero legale in consiglio. Maggioranza a rischio

Melito, manca il numero legale in consiglio. Maggioranza a rischio

La minoranza di centro-destra è perentoria: «Il sindaco Carpentieri si dimetta» MELITO – Traballa pesantemente la maggioranza di centro-sinistra. Il mancato raggiungimento del


La minoranza di centro-destra è perentoria: «Il sindaco Carpentieri si dimetta»

MELITO – Traballa pesantemente la maggioranza di centro-sinistra. Il mancato raggiungimento del numero legale in assise sulla discussione relativa alla questione urbanistica, partendo dalla revoca della delibera commissariale 90/07 ed i susseguenti nuovi indirizzi per il riassetto alla città, apre in seno allo schieramento riformista una crisi che si vedrà, nelle prossime ore, quanto sarà pesante e a quali eventuali ripercussioni porterà. Quattro, su sedici totali, i consiglieri di maggioranza non presenti aula, ovvero: Raffaele Caiazza (Melito Adesso), Franco Ferraro (Per Melito Carpentieri Sindaco), Antonia Di Nunzio (Cristiano Popolari) e Giovanni Barretta (Udc). Compatta, nell’assenza, la minoranza di centro-destra (9 membri).

Tanto nervosismo e poca voglia di parlare da parte degli appartenenti ai gruppi di maggioranza. A rompere il silenzio è solo l’Udc che, con l’ex assessore e segretario di circolo Gino Gabbano, afferma: «Non c’è stata condivisione sui dei provvedimenti che avrebbero dovuto dare i nuovi indirizzi urbanistici alla città. Alcune liste di maggioranza erano intenzionate a chiedere le dimissioni sia del presidente del consiglio Pietro D’Angelo, visto che da quando svolge questo ruolo sono più gli ordini del giorno non approvati, che del vicesindaco Marina Mastropasqua la quale, come assessore all’urbanistica e prima come presidente della commissione urbanistica, non è riuscita a far approvare i provvedimenti sul tema».

Dura l’opposizione di centro-destra. «Oggi più che mai ci sentiamo in dovere di definire fallimentare l’operato dell’amministrazione e chiediamo le dimissioni irrevocabili di un sindaco bocciato per la seconda volta dai suoi stessi consiglieri. La maggioranza non c’è più o meglio su argomentazioni delicate non c’è mai stata. Quanto accaduto oggi in consiglio comunale, dove il sindaco si è ritrovato senza i ‘numeri’, ha confermato quanto da noi detto più volte in questi mesi: la coalizione di centrosinistra era stata messa in piedi con il solo intento di battere il nemico comune. Ancora una volta ad uscire sconfitta è la città di Melito che non può contare su un’amministrazione comunale all’altezza. Anche quest’oggi, il centrodestra ha mostrato compattezza ed unità di intenti, decidendo di non prendere parte ad un consiglio comunale completamente diverso da quello prospettato dal sindaco Venanzio Carpentieri all’atto del rinvio dei punti relativi alla questione urbanistica lo scorso febbraio».

Situazione difficile quella venutasi a creare per il primo cittadino Venanzio Carpentieri (che pare abbia chiesto agli assessori di rimettere le deleghe, un gesto che rimetterebbe in discussione l’attuale assetto amministrativo anche se le  voci in questo senso sono discordanti) già alle prese, come segretario provinciale del Partito Democratico napoletano, con la campagna elettorale per le amministrative in alcuni comuni dell’hinterland e per le elezioni al parlamento europeo del 25 maggio. Inoltre, proprio le europee costituiscono, secondo molti, un test non di poco conto per lo stesso Carpentieri visto che la componente rostaniana del Partito Democratico locale, con il sostegno garantito al deputato Pd Massimo Paolucci, si contrappone all’endorsement della fascia tricolore melitese per il primo cittadino di Ischia Giosi Ferrandino. Dall’esito delle elezioni dunque, c’è chi ritiene si potrà capire quali saranno i reali rapporti di forza all’intero del Pd e quale futuro politico si prospetta per Carpentieri come segretario provinciale e forse anche come sindaco di Melito.