Narrativa, arriva “Noi due oltre le nuvole” di Cacciapuoti. Una storia d’amore e sull’amore

Narrativa, arriva “Noi due oltre le nuvole” di Cacciapuoti. Una storia d’amore e sull’amore

Romanzo di formazione con al centro la vicenda di Sandro e Nica, l’opera edita da Garzanti segna una svolta per lo scrittore


Romanzo di formazione con al centro la vicenda di Sandro e Nica, l’opera edita da Garzanti segna una svolta per lo scrittore giuglianese. Eppure dal mondo violento di Pater Familias al libro sui due adolescenti il passo è stato lungo

GIUGLIANO – A guardarlo mentre punta il dito all’insù seduto al tavolino del bar, lo sguardo un po’ trasognato, il sorriso da peter pan, capisci che Massimo Cacciapuoti ha a che fare con le nuvole. Già perché, come ogni vero scrittore, anche lui discende da quell’iperuranio tutto particolare di immagini e fantasticazioni che è la letteratura. Lo capisci subito, da come rotea gli occhi, dai voli pindarici con cui mette fra parentesi il presente attraversando nomi e secoli di narrativa, dall’entusiasmo che ci mette in certe frasi. Ed è in quest’universo eternamente adolescente, dove nuota anche lui, che è venuto fuori l’ultimo suo romanzo. “Noi due oltre le nuvole”, appunto.

Romanzo di formazione – ma a Cacciapuoti, come ogni definizione, anche questa sta stretta -, il libro edito da Garzanti pone al centro la vicenda di due adolescenti, Sandro e Nica, entrambi “diversi” per ragioni altrettanto diverse (Nica è una quindicenne nerd innamorata della matematica ma isolata dal mondo e dalla gente; Sandro  un ragazzo pieno di vita ma costretto da una leucemia a lottare fra la vita e la morte). Dal loro incontro in un villaggio vacanze del Salento nasce una fantastica storia. “Un amore assoluto – giura Massimo Cacciapuoti – libero da ogni condizionamento. Amore allo stato puro, come solo un adolescente può provare”. Un sentimento che  trae da due negatività un’unica, grande positività (“Io è te”, una delle frasi più belle del libro).

noi due oltre le nuvoleUn sentimento che supera anche i generi, a quanto pare. E per descriverlo Massimo ha impersonato volentieri una donna. “E’ la prima volta che scrivo vestendo i panni di una ragazza”, confessa Cacciapuoti. Una soluzione narrativa, la sua, votata all’introspezione e allo scavo psicologico nel mondo degli adolescenti, che pare del tutto imprevedibile se si pensa alle premesse, cioè allo scrittore “realista” di Pater Familias e de L’ubbidienza, lavori che alla fine degli anni ’90 gli valsero un posto di tutto rispetto nella galassia del noir napoletano. “Il cambio di rotta è avvenuto lentamente. Ho capito che la narrativa italiana stava prendendo un’altra strada. Dal punto di vista del linguaggio, ad esempio, Caos Calmo di Veronesi – rivela l’autore –  ha rappresentato un’innovazione”.

Un linguaggio asciutto, secco, “paratattico”, già evidente in Non Lontano da qui, quello dell’ultimo Cacciapuoti, ma che non risparmia concessioni al lirismo: “Se potessi scriverei fiumi e fiumi di pagine liriche. Ma non si può pensare a se stessi ignorando l’esigenza di una storia e soprattutto i gusti del lettore”. I gusti del lettore, già. Perché Massimo Cacciapuoti stazionerà anche fra le nuvole quando elabora i suoi romanzi, ma è piuttosto pragmatico e consapevole di come vada il mercato editoriale e di come, per fare lo scrittore oggi, occorra intercettare i grandi cambiamenti della comunicazione e del linguaggio. Costretto a fare i conti col nuovo mondo, anche lui, vecchio amante di un classico come Verga, si è dovuto adattare, aprendosi una pagina fan per sponsorizzare il libro nella babele dei social network. “Ma non mi trovo a mio agio”, confessa un attimo dopo averlo rivelato, tornando a guardare all’insù, fra quelle nuvole bianche e bellissime da cui è precipitato.