Giugliano, lunedì di festeggiamenti per Maria Santissima della Pace

Giugliano, lunedì di festeggiamenti per Maria Santissima della Pace

La processione e tutte le foto della giornata GIUGLIANO. Lunedì 9 giugno si è tenuta la ricorrenza dell’anno più attesa dai concittadini


La processione e tutte le foto della giornata

GIUGLIANO. Lunedì 9 giugno si è tenuta la ricorrenza dell’anno più attesa dai concittadini devoti alla Vergine: Giugliano bloccata, uffici chiusi al pubblico, giornata di ferie per impiegati e operatori tecnici, riposo per tutto il personale del comune giuglianese. La Congrega con la collaborazione del Santuario dell’Annunziata, ha coordinato gli eventi religiosi e folkloristici della settimana. Animata processione, folla commossa, fuochi pirotecnici in ogni dove ed artistiche luminarie hanno fatto da cornice all’intero giorno di preghiera senza tradire le aspettative del popolo.

I festeggiamenti hanno avuto inizio sabato 7, vigilia della Pentecoste, con l’omaggio ai caduti e la suggestiva e tradizionale processione, che dalla Cappella dell’Epitaffio giunge a Piazza Annunziata. La piccola Pietà di stucco misto ad argilla e gesso, simulacro della Madonna della Pace, ripercorre ritualmente quel tratto di strada, che secondo la leggenda dovette percorrere per la prima volta nel 1453, quando da Cuma fu portata in spalla da alcuni pescatori fino alla Chiesa dell’Annunziata.

L’origine del culto della Madonna della Pace (così detta perché favorì la riappacificazione di due nobili famiglie in lotta fra loro), racconta come il simulacro, di origine bizantina, fu portato dagli angeli sulle onde fino ai lidi di Cuma, dove fu poi ritrovato da due contadini possedenti dei buoi, i quali appena videro la statuina s’inginocchiarono. La statua fu poi trasportata a Giugliano, dove è stato successivamente edificato il Santuario dell’Annunziata, in cui è ubicata la cappella intitolata a Maria Santissima della Pace, all’interno della quale è conservata la statuetta raffigurante la Madonna con il figlio sulle ginocchia.

Nel 1739 il Vaticano riconobbe la Madonna della Pace, ordinandone i festeggiamenti che si tengono attualmente dalla vigilia di Pentecoste fino alla domenica successiva e ancora oggi , dopo più di 550 anni, la statua della Madonna è portata in processione in spalla anche se nella storia della Congregazione della Madonna e della cappella non tutto è chiaro: restano molti interrogativi, dubbi e incertezze che si alimentano a causa dei vuoti prodotti dal tempo nei documenti. Quasi certamente, molti dei passaggi che attualmente ci sfuggono sarebbero chiari se l’archivio storico del Santuario dell’Annunziata non fosse andato perduto nel 1662 in un rovinoso incendio.

Lunedì 9 si è entrati nel vivo con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Mons. Angelo Spinillo e tutto il clero della forania con in seguito il primo “volo dell’angelo”. Alle 10 il carro esce in piazza dal Santuario, acclamato dalla folla sempre più numerosa, intanto ansia e fermento accerchiano l’angioletto al quinto piano, la piccola Teresa Niola. Ore 10 e 35 il tradizionale canto si diffonde nell’aria, entrando nella memoria di tutto il popolo giuglianese che con lo sguardo in alto venera il piccolo angioletto; in piazza fedeli, bambini e le numerosissime bianco-vestite che circondano il carro e ammirano la festa, che da decenni ancora affascina, attrae ed emoziona i giuglianesi e non.

E’ l’unico giorno dell’anno in cui la cittadinanza si raccoglie, neanche il santo patrono riesce in un’impresa simile, il sentimento di devozione verso la Madonna della Pace ha una precedenza assoluta nel cuore di ogni cittadino fedele e credente. E’ proprio al termine del volo dell’angelo che il simulacro della Madonna posto sulla sommità del carro, trainato da 4 coppie di buoi, viene trasportato dai fedeli lungo le vie del centro storico e dell’immediata periferia della città e, preceduto dalla banda musicale e dal clero, prosegue la suggestiva processione. Durante la tarda notte, il percorso termina con lo sparo dei clamorosi fuochi d’artificio e con la replica del Volo dell’angelo: occhi stanchi ma pieni di speranza e commozione sono rivolti in alto per la piccola Maria Teresa Abbate che inizia a cantare con grinta e tanta vitalità, solennemente sospesa in aria.