Melito. Carmine Russo (Sel) attacca: «l’amministrazione vuole privatizzare la villa comunale»

Melito. Carmine Russo (Sel) attacca: «l’amministrazione vuole privatizzare la villa comunale»

L’ex candidato a sindaco: «è l’ ennesimo schiaffo alla città. Il bene resti pubblico» MELITO – L’amministrazione cittadina intende affidare ai privati la


L’ex candidato a sindaco: «è l’ ennesimo schiaffo alla città. Il bene resti pubblico»

MELITO – L’amministrazione cittadina intende affidare ai privati la gestione pluriennale e la riqualificazione della villetta comunale di via Lavinaio. E’ questa l’accusa mossa all’attuale esecutivo di centro-sinistra da parte di Carmine Russo, segretario cittadino di Sel e candidato sindaco nel 2013.

«E’ l’ennesimo schiaffo alla città» dichiara Russo. «A privatizzare – prosegue – sono tutti bravi ma ciò che è difficile è salvaguardare un bene comune. Al segretario cittadino di Sel non va giù che, a provvedere all’apertura e chiusura, all’installazione di giostrine per bambini ed in generale alla cura dello spazio, fatiscente da molti anni, sia un ente privato. «Melito è una città ad altro tasso criminale. Favorire una cooperativa sociale o un’associazione antiracket sarebbe stata senza dubbio un’ottima idea. Invece si privatizza una struttura che appartiene all’intera comunità. Noi di Sel siamo in aperto dissenso su questo provvedimento che oserei definire pericoloso. 30.000 euro al mese di stipendi ed indennità (il riferimento di Russo è ai compensi complessivi, di sindaco, consiglieri comunali ed assessori ndr.). Una cosa mai vista».

Carmine Russo poi conclude:«un’amministrazione che si definisce di centro-sinistra non può fare una cosa del genere, degna del più conservatore dei governi».

Da tanto si parla del restyling della villetta comunale senza che però, almeno al momento, nulla di concreto sia mai accaduto. Anche nel recente passato il governo cittadino di Carpentieri ha tentato di rendere nuovamente vivo lo spazio con iniziative ludico-ricreative volte a dare nuova luce. Ma, finiti gli eventi, l’abbandono e l’incuria sono ritornate ad imperare.