Nasce la Cooperativa Congiunti, un’isola di speranza in mezzo al niente

Nasce la Cooperativa Congiunti, un’isola di speranza in mezzo al niente

La struttura accoglierà quattro bambini e darà lavoro a un’equipe di professionisti. La presidente Bifulco: “Una scommessa per il territorio” GIUGLIANO –


La struttura accoglierà quattro bambini e darà lavoro a un’equipe di professionisti. La presidente Bifulco: “Una scommessa per il territorio”

GIUGLIANO – “Località Vignitella”, si legge sul cartellone d’ingresso. A pochi metri c’è il cavalcavia dell’Asse Mediano dove stazionano alcune prostitute. Sul marciapiede un gruppo di ragazzi di colore in attesa del furgone del caporale che li condurrà nei campi. Siamo in piena Terra dei Fuochi. Terra di nessuno. Un deserto di diritti e tutele. Se non fosse per quell’oasi, la Cooperativa Congiunti, che risplende nel nulla.

La comunità che accoglierà presto quattro bambini senza assistenza sorge in un vialetto laterale della circumvallazione esterna. Una scommessa, una speranza. Il primo passo per quello che potrebbe essere il riscatto un territorio. Un sogno, forse. Almeno per ora. Ma di questo sogno è convinta Anna Bifulco, la presidente della Cooperativa. Capelli biondi raccolti all’indietro, sorriso sereno, la dottoressa Bifulco è madre di nove figli. Il suo sogno, appunto, è quello di creare una grande comunità che offra un’alternativa a chi non ne ha: “L’educazione è la prima azione di salvezza. – dice – Qui proviamo a creare il Bene, quello con la B maiuscola, restituire ai minori una famiglia”. Quella famiglia che secondo la Bifulco è l’istituzione più in crisi dei nostri tempi.

congiuntiMa i sogni necessitano di concretezza per diventare realtà. La Bifulco lo sa bene. Prima dell’inaugurazione avvenuta il 27 maggio alla presenza di 200 persone e del Vescovo della Diocesi di Aversa, Angelo Spinillo, c’è stato tanto lavoro. Duro, costante, spesso condotto contro i mulini a vento della burocrazia. “Due anni ci sono voluti per mettere l’edificio a norma. – spiega la Presidente – La famiglia Pollio ha sostenuto le spese per le ristrutturazioni e per gli adattamenti richiesti dagli ispettori del Ministero, mentre il mobilio è stato acquistato con le offerte della Chiesa e di tanti benefattori”. E così, oggi, dopo 24 mesi, la casa-famiglia è un’accogliente struttura con tre stanze da letto, di cui una attrezzata con giochi, la camera per l’operatore e una cucina.

Fra queste mura, appena arriveranno i bimbi indicati dagli uffici dei servizi sociali dei Comuni dell’area Nord, lavorerà a tempo pieno un’equipe di professionisti: due educatori; due operatori dell’infanzia; un sociologo nelle vesti di coordinatore e una marea di volontari. Ma sostenere la cooperativa economicamente non è facile. Anzi. “Dobbiamo creare una rete – assicura Anna Bifulco – laboratori di teatro e musica nelle scuole, progetti di educazione,  fondi europei, offerte. Tutto ciò che possa essere utile per far vivere e durare un progetto come questo”.

Già, perché in tempi di crisi e di austerity, le politiche sociali sono assenti. Il Welfare è a pezzi. La società civile è l’unica che può sostenere progetti di assistenza all’educazione a all’infanzia, far diventare realtà un piccolo grande sogno come la Cooperativa Congiunti di Giugliano.

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