«Nessuna scoperta casuale, l’Ecce Homo lo abbiamo fatto restaurare noi»: parlano i fedeli della Madonna del Carmine

«Nessuna scoperta casuale, l’Ecce Homo lo abbiamo fatto restaurare noi»: parlano i fedeli della Madonna del Carmine

Dopo le dichiarazioni del restauratore Francesco Troncone, i parrocchiani smentiscono: «Non ha sborsato un euro» MUGNANO – Dopo l’articolo apparso sul nostro giornale


Dopo le dichiarazioni del restauratore Francesco Troncone, i parrocchiani smentiscono: «Non ha sborsato un euro»

MUGNANO – Dopo l’articolo apparso sul nostro giornale il 21 maggio scorso (LEGGI), gli abituali frequentatori della Chiesa della Madonna del Carmine al Ritiro di Mugnano ci hanno contattato per smentire le dichiarazioni rilasciate da Francesco Troncone. In particolare sono due le precisazioni che tengono a fare in merito al ritrovamento per niente casuale e ai finanziamenti.

Luigi Coronella, appartenente alla comunità mugnanese, spiega che quando le suore andarono via dalla chiesa il tesoro lì custodito fu portato in un convento di Roma. In un bugigattolo accanto alla sagrestia della Madonna del Carmine era conservato l’Ecce Homo, la cui presenza era risaputa da tutti i parrocchiani. «Inoltre – spiega il signor Coronella – sono stati i fedeli a volere fortemente il restauro della statua e a finanziarlo. In particolare un praticante affezionato per ragioni personali alla chiesa del Carmine ha lautamente pagato per il risanamento dell’opera».

Abbiamo deciso così di andare in fondo alla questione e siamo riusciti a metterci in contatto con il benefattore segreto del restauro. Il dott. Pasquale Tafuri, ex dirigente dell’Asl di Mugnano, ora in pensione, racconta l’intera vicenda: «Abito nel palazzo accanto alla Chiesa della Madonna del Carmine a cui sono particolarmente legato perché mio zio, mons. Alfredo Menna, mi raccomandò di non farla chiudere e di custodirla per quanto fosse possibile. Quando portarono via il tesoro lì conservato decisi di fare qualcosa per quello che restava. Così scattai delle foto dell’Ecce Homo e mi recai a Napoli da alcuni restauratori, i quali mi dissero che non ne sarebbe valsa la pena. Si presentò in chiesa Francesco Troncone che si offrì di curare la statua in cartapesta e così io e gli altri parrocchiani gli affidammo l’incarico e lo pagammo, coprendo anche le spese per tutto il materiale necessario». Il dott. Tafuri è molto apprezzato e stimato nella sua comunità per questa e altre opere di carità. Sottolinea che l’intenzione sua e dei fedeli non è di polemizzare o denunciare l’Archivio Storico Neapel e Francesco Troncone, ma semplicemente di far emergere la verità e smascherare i finti benefattori.