Pietro D’Angelo: «Il Pd è ancor di più radicato sul territorio dopo le ultime elezioni. Se ne tenga conto»

Pietro D’Angelo: «Il Pd è ancor di più radicato sul territorio dopo le ultime elezioni. Se ne tenga conto»

Il presidente del consiglio comunale:«il Partito Democratico ha intrapreso una battaglia di civiltà sulla questione urbanistica». MELITO – Ad oltre una settimana


Il presidente del consiglio comunale:«il Partito Democratico ha intrapreso una battaglia di civiltà sulla questione urbanistica».

MELITO – Ad oltre una settimana di distanza, in qualche modo si continua a parlare del consiglio comunale che ha visto, dopo alcuni rinvii dei mesi scorsi, la revoca della delibera commissariale 90/07 e l’approvazione di alcuni nuovi indirizzi urbanistici da destinare alla città di Melito.

Ad intervenire, questa volta, è il presidente del consiglio comunale, il Pd Pietro D’angelo. «Quanto approvato durante l’ultimo consiglio comunale sulla questione urbanistica – afferma D’Angelo che preferisce non rispondere all’opposizione sulla presunta illegittimità del consiglio avanzata dal centro-destra – dimostra quanto, soprattutto il Partito Democratico, abbia intrapreso una battaglia di civiltà in tal senso, revocando una delibera che da molti era considerata sbagliata. Questo risultato, in più, fa il paio a quello ottenuto durante le ultime elezioni europee con un Pd che, forte del consenso ottenuto, dimostra di essere ancora di più radicato sul territorio. Questo è un segnale per tutti».

Questo presupporrà un cambio degli equilibri di forza all’interno della coalizione attualmente al governo? Voci di corridoio dicono che i maggiorenti del Pd melitese, soprattutto quella parte che ha appoggiato la candidatura di Massimo Paolucci, risultato poi il più votato a Melito ed eletto a Bruxelles,  in un incontro con il primo cittadino Venanzio Carpentieri (sostenitore invece di Giosi Ferrandino il sindaco di Ischia per il quale al contrario non si sono aperte le porte del parlamento europeo), avrebbero fatto presente il chiaro risultato globale a favore dei democratici durante le ultime europee e per questo legittimati, a loro modo di vedere, ad avere un ulteriore occhio di riguardo all’interno dell’amministrazione.

Tornando al consiglio comunale del 29 maggio, l’opposizione di centro-destra non prese parte al civico consesso affermando come il consiglio convocato fosse illegittimo in quanto, dopo la prima seduta nella quale mancò il numero legale, non si era provveduto, a loro modo di vedere, ad individuare la data esatta della seconda convocazione come recita l’articolo 17 ai commi 2 e 3 del regolamento del consiglio comunale. «Faremo ricorso al Tar e abbiamo già provveduto ad inviare gli atti alla Procura della Repubblica, secondo il regolamento del consiglio comunale, all’articolo 17 ai commi 2 e 3, dopo la prima seduta andata deserta bisognava provvedere ad individuare la data della seconda convocazione. Inoltre, invieremo tutti gli atti del consiglio alla Procura della Repubblica» affermarono dalla minoranza.