Terra dei Fuochi, la grande confusione. Bonifiche al palo e Governo assente

Terra dei Fuochi, la grande confusione. Bonifiche al palo e Governo assente

Riparte la stagione dei roghi tossici. Ma la lotta ai reati ambientali non sembra dare frutti e i fondi promessi dallo Stato


Riparte la stagione dei roghi tossici. Ma la lotta ai reati ambientali non sembra dare frutti e i fondi promessi dallo Stato centrale arrivano a singhiozzo. Ecco il punto della situazione

GIUGLIANO – Secondo Legambiente sono 6mila i roghi tossici registrati in due anni. Il dato è aggiornato però al marzo 2014 e con l’arrivo dell’estate il fenomeno sembra tornare tristemente alla ribalta. Nonostante proclami, passerelle politiche e manifestazioni, la situazione è sempre la stessa, se non addirittura peggiorata e la legge approvata in parlamento sui reati ambientali risulta essere un vero e proprio flop. Il dato è evidente anche agli occhi dei semplici cittadini.

Intanto le bonifiche stentano a partire e nella giornata di ieri l’altro da Roma è arrivata un’altra clamorosa notizia: stop ai campionamenti nella Terra dei Fuochi. Insomma, serviva chiarezza ed è stata creata ulteriore confusione. Il motivo? Possibile presenza di rifiuti radioattivi quindi stop alle operazioni a scopo precauzionale in modo tale da garantire la sicurezza dei tecnici addetti ai controlli. A sostituire Arpac, Asl e Corpo Forestale ora sarà una sonda progettata da una ditta di Treviso. E nel caso in cui si trovassero fusti radioattivi? Nemmeno qui si saprebbe che fine fargli fare visto che la Sogin, la società che si occupa della dismissione del nucleare in Italia, ha di recente annunciato che per la costruzione del deposito nazionale delle scorie ci vorranno almeno cinque anni e c’è ancora da trovare il sito adatto. Come se non bastasse, i fondi per la Terra dei Fuochi scarseggiano e manca un coordinamento tra i vari soggetti che rende le attività di monitoraggio degli uomini dell’Esercito pressoché blande.

Un altro capitolo riguarda invece la lotta alle ecomafie. Il boss pentito Antonio Iovine ha deciso di collaborare con la giustizia e sta confermando ed aggiungendo nuovi dettagli riguardo ai collegamenti tra politica e criminalità organizzata nel grande business del traffico e dello smaltimento dei rifiuti. Ma anche in questo caso Governo e Parlamento sono assenti. A 14 mesi dall’inizio della nuova legislatura, la commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti non è stata ancora costituita. I partiti di maggioranza non riescono a sciogliere il nodo della presidenza. La commissione antimafia, infatti, è già presieduta dall’esponente Pd Rosy Bindi e gli altri partiti che appoggiano il Governo continuano a fare pressing per la nomina di un proprio esponente a capo di quest’importante organo d’inchiesta. Una commissione che nella delicata questione della Terra dei Fuochi, oltre le innumerevoli promesse e parole, potrebbe finalmente stilare una lista, ascoltando pentiti e investigatori, delle ditte coinvolte nello smaltimento illegale dei rifiuti speciali per evitare che le imprese che hanno inquinato partecipino al banchetto delle bonifiche.

Restano ancora da definire, inoltre, i punti oscuri dell’inchiesta sul Sistri, il sistema telematico di controllo e tracciabilità dei rifiuti, che poco più di due mesi fa portò ad arresti eccellenti tra cui personaggi di spicco del gruppo Finmeccanica-Selex, affidataria della progettazione e della manutenzione del sistema. Un’ennesima tangentopoli italiana che ha portato ad elargire grossi guadagni lucrando sull’emergenza rifiuti campana. Insomma, un  tourbillon di inchieste e malaffare che continua a creare una grossa confusione tra i cittadini e non fa altro che perpetuare quest’attentato alla salute pubblica.