Terra dei Fuochi, parte la caccia ai rifiuti radioattivi

Terra dei Fuochi, parte la caccia ai rifiuti radioattivi

Sospeso il campionamento dei terreni a rischio, ora si cercano i punti dove sono stati interrati i fusti tossici TERRA DEI FUOCHI.


Sospeso il campionamento dei terreni a rischio, ora si cercano i punti dove sono stati interrati i fusti tossici

TERRA DEI FUOCHI. Niente più campionamenti nella Terra dei Fuochi, scatta la caccia ai rifiuti radioattivi. Con un’apposita missiva del 28 maggio l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) hai invitato infatti le autorità preposte a sospendere immediatamente i prelievi di terreni «sui siti di terza e quinta categoria».

Il motivo? L’eventuale presenza nel sottosuolo di materiale radioattivo. Prima di verificare il livello di contaminazione dei terreni, secondo l’Agea, è infatti necessario individuare i punti in cui sono stati interrati fusti tossici tramite l’utilizzo di droni e di tecniche come la magnetometria e la spettrometria.

Si sono insomma fermati oggi i rilievi, eseguiti dalla Forestale, dall’Asl e dall’Arpac, sui terreni a rischio, iniziati lo scorso 12 maggio e che si sarebbero dovuti concludere tra qualche giorno con l’esplorazione dei siti di quinta categoria. La divisione dei terreni in categorie fu stabilita a seguito delle prime analisi, volute dalla legge Terra dei Fuochi approvata dal Governo, dalle quali è emersa la contaminazione di ben 51 siti dislocati tra le provincie di Napoli e Caserta.