Antonio Amente accusa: «una farsa le dimissioni dei consiglieri regionali Pd»

Antonio Amente accusa: «una farsa le dimissioni dei consiglieri regionali Pd»

L’ex sindaco di Melito, già in corsa come candidato al prossimo consiglio regionale, rincara la dose contro il governatore Caldoro: «si dimetta e


L’ex sindaco di Melito, già in corsa come candidato al prossimo consiglio regionale, rincara la dose contro il governatore Caldoro: «si dimetta e si torni al voto a novembre». Poi la rievelazione: «pronto a sostenere una coalizione di salute pubblica con Vincenzo De Luca presidente»

MELITO – Antonio Amente, ex sindaco di Melito e papabile candidato alle elezioni regionali che presumibilmente si svolgeranno nella primavera del 2015, attacca nuovamente il governatore della Campania Stefano Caldoro agognando «lo scioglimento anticipato del consiglio regionale ed il voto già novembre». Inoltre, giudica una «farsa» le dimissioni dei consiglieri regionali Pd consegnate ad un notaio agli inizi di luglio. E’ un fiume in piena l’ex sindaco di Melito nel giudicare l’attuale situazione all’interno di Palazzo Santa Lucia.

«Le dimissioni – accusa Amente che sarà sicuramente della partita nella prossima tornata elettorale per rinnovare l’assise regionale – dinanzi ad un notaio dei consiglieri regionali del Pd, hanno fatto ridere, sono state una farsa. Quando appresi la notizia feci un plauso al segretario regionale Pd Assunta Tartagolione, artefice di questa mossa. Pensavo avesse le idee chiare. Ma quando invece è emerso che le dimissioni erano state depositate da un notaio in attesa soltanto che si raggiungesse in un futuro il numero sufficiente per decretare lo scioglimento del consiglio regionale sono rimasto fortemente deluso. Perché allora non si è andati al protocollo della Regione Campania a presentarle invece di fare questa sceneggiata?» si chiede l’attuale capogruppo Pdl nel civico consesso di Melito, città nella quale è stato per tre volte sindaco. «A questo punto devo dedurre – aggiunge – come già ho affermato, che il famoso consociativismo di cui tutti parlano a palazzo Santa Lucia esiste ed è forte, visto anche che in consiglio regionale ci sono 55 indagati su 61, la maggior parte per truffa e peculato. Altri arrestati, tra questi il braccio destro del presidente Caldoro, come così il capo della sua segreteria. Addirittura sono venuto a sapere che un tramite del governatore, prima che fosse dato inizio ad una giunta, si consultava spesso con l’attuale capogruppo Pd. Nemmeno più le commissioni pare si riuniscano».

In questo stato di cose ragiona Amente, «con la totale assenza di servizi sociali a fronte del risanamento di un deficit della sanità pubblica, la mancanza di progetti per creare sviluppo ed occupazione, con precari non pagati da oltre 2 anni, si ponga al più presto fine a questa presa in giro per i cittadini della nostra regione e si vada a votare a novembre, siamo ancora in tempo. Restare lì soltanto perché a fine mese bisogna prendere lo stipendio non è giusto. L’immobilismo è totale».

Proiettandosi al futuro, l’esponente azzurro preannuncia una possibilità alquanto clamorosa. «Ci auguriamo che nel centro-destra il nuovo candidato sia scelto attraverso le primarie. Se ciò non dovesse avvenire e Caldoro si dovesse ripresentare perchè calato dall’alto in molti, tra cui il sottoscritto, non l’appoggeremmo mai. Anzi isoleremmo lui e Forza Italia. Si trovi perciò un’alternativa nel nostro schieramento. Siamo già in ritardo. Laddove non fosse possibile questa nuova alleanza all’interno del centro-destra siamo pronti a sostenere una coalizione di salute pubblica composta da persone per bene, oneste e che abbiano capacità amministrativa. Magari con Vincenzo De Luca candidato presidente, a patto però che l’attuale sindaco di Salerno sia a capo di una lista autonoma e non sia in corsa come esponente del Partito Democratico».