Corriere della Sera: «Nel 2010 Giugliano è stato un comune virtuoso»

Corriere della Sera: «Nel 2010 Giugliano è stato un comune virtuoso»

All’epoca la gestione era del sindaco di centrodestra Giovanni Pianese. I dati sono stati ricavati da uno studio del Ministero dell’Economia ROMA


All’epoca la gestione era del sindaco di centrodestra Giovanni Pianese. I dati sono stati ricavati da uno studio del Ministero dell’Economia

ROMA – Il comune di Giugliano amministrato dall’ex sindaco Giovanni Pianese era all’avanguardia nella gestione della spesa pubblica. Nessun organo di propagando politica ha sentenziato ma l’autorevole Corriere della Sera. Secondo la ricostruzione della giornalista Valentina Sartapia l’ente dell’area nord spende meglio tenendo conto dei servizi offerti, delle caratteristiche territoriali e degli aspetti sociali, economici e demografici della popolazione residente e la spesa storica effettiva realizzata nel 2010. Di seguito l’articolo integrale:

Il Comune di Perugia è il più – inutilmente- spendaccione: spende per ogni suo abitante 1057 euro, mentre in realtà potrebbe impiegarne solo 734(-31%).Il più virtuoso Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro:appena 29 euro a cittadino, a fronte di una spesa considerata necessaria di 607 euro (+41%). Sono solo due esempi della nuova Banca dati OpenCivitas elaborata su dati del 2010 dal ministero dell’Economia e delle finanze per valutare il fabbisogno standard per abitante – calcolato tenendo conto dei servizi offerti, delle caratteristiche territoriali e degli aspetti sociali, economici e demografici della popolazione residente – e la spesa storica effettiva realizzata nel 2010.Una fonte preziosa di informazioni, per stilare una vera e propria classifica della spesa pubblica a livello locale. E quindi assegnare anche in maniera più equa le risorse statali, superando anomalie come quelle evidenziate nelle regioni del Sud: da un lato risultano spendere più dello standard nel settore dei servizi generali di amministrazione e controllo e, dall’altro, risultano spendere meno dello standard nel settore dei servizi sociali. I fabbisogni standard «servono per una operazione di efficientamento della spesa», ha precisato il commissario alla spending review Carlo Cottarelli, sottolineando che già si sta lavorando per implementare la banca dati con quelli del 2011 e del 2012. La banca dati è accessibile da oggi a tutti i Comuni, ma «entro ottobre prendiamo l’impegno formale» di renderla accessibile a tutti i cittadini, ha detto il sottosegretario all’Economia Pier Palo Baretta.

La classifica dei Comuni

Nell’elenco dei 10 Comuni al di sopra dei 70 mila abitanti che hanno registrato gli scostamenti negativi più accentuati ci sono, dopo Perugia, Brindisi (-29%), Taranto (-25%), Potenza (-24%), Fiumicino in provincia di Roma (-23%), Salerno (-22%), Lecce (-19%); Venezia (-19%), Viareggio (-19%) e, infine, Casoria, in provincia di Napoli (-165). Dopo Lamezia Terme, troviamo nell’elenco dei dieci comuni più virtuosi Giugliano in Campania, provincia di Napoli, con +33%, Vicenza (32%), Arezzo (21%), Imola (20%), Forlì 20%), Reggio Calabria (20%), Pescara (16%), Crotone (16%), e Bergamo con il 15%. Tra i capoluoghi di regione, subito dopo Perugia il record negativo spetta a Potenza, dove a fronte di un fabbisogno di 632 euro se ne spendono 834. Spendaccioni pure a Venezia (-19%), dove a fronte di un fabbisogno di 979 euro, se ne spendono 1209, Firenze (1055 spesi per 955 calcolati come necessari,-10%), Roma (1108 rispetto a 1190, -7%), Bologna (-5%, 940 il fabbisogno, 987 la spesa). Tra i virtuosi, troviamo al primo posto Campobasso (+15%, con una spesa pro- capite di 484 euro a fronte di un fabbisogno di 557), Genova (+10%,con una spesa di 821 euro rispetto ai 905 che potrebbe permettersi), Torino (+7% fra fabbisogno standard e spesa storica effettiva, ovvero una spesa di 984 euro a fronte di un fabbisogno di 1050), Bari (+6%, cioè 773 euro spesi per un potenziale di 815), e infine Milano, che è sostanzialmente in pari (+1%, ovvero 1160 euro spesi per un fabbisogno di 1171).

Fonte: Corriere.it