Gestivano escort di lusso per clienti facoltosi, i “colloqui di lavoro” in un bar di Giugliano

Gestivano escort di lusso per clienti facoltosi, i “colloqui di lavoro” in un bar di Giugliano

I due fermati esigevano il 20% del compenso, le prestazioni costavano fino a 2500 euro GIUGLIANO – Centinaia le intercettazioni telefoniche condotte dalla


I due fermati esigevano il 20% del compenso, le prestazioni costavano fino a 2500 euro

GIUGLIANO – Centinaia le intercettazioni telefoniche condotte dalla Procura di Napoli per smascherare due sfruttatori che controllavano un fruttuoso giro di affari. Per i due sono scattate misure cautelari: attraverso foto e annunci pubblicati su diversi siti internet di giovani e insospettabili escort, avevano creato una rete di contatti con facoltosi uomini.

Dalle indagini pare che P. C., 41anni, avesse il compito di mettere in contatto il cliente e la escort dopo aver organizzato meticolosamente l’incontro considerando le esigenze dei due. Fonti giudiziarie rivelano che fosse solito accordarsi sul prezzo della prestazione e sulla percentuale a lui spettante. L’altro uomo coinvolto, accusato di sfruttamento ai danni di una sola donna, un 47enne di Sulmona, ha l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Nella schiera dei clienti, facoltosi industriali, professionisti (tra cui procuratori di calcio), uomini provenienti anche da altre città, tutti disposti a pagare ingenti somme di denaro, anche 2500 euro per un solo fine settimana.

Tra le escort, madri e mogli, giovani donne insospettabili che si prostituivano all’insaputa dei familiari e dei conoscenti nei weekend e durante la settimana. Alberghi, ristoranti costosi, suite di lusso, ma anche un parcheggio di un maxicinema di una provincia a nord della città: luoghi degli incontri erano sempre stabiliti precedentemente al telefono da uno dei due “manager”.

Nel febbraio scorso una delle donne coinvolte nel giro, ha riferito agli inquirenti di aver conosciuto uno dei due uomini indagati in un bar a Giugliano. Vi si era recata per un colloquio di lavoro dopo aver risposto a un’inserzione sul web in cui richiedevano hostess. Prima dell’appuntamento l’uomo le avrebbe chiesto delle foto in costume. Una volta incontratisi al bar, le aveva cautamente chiesto se avesse accettato incontri sessuali a pagamento. Alla risposta affermativa della ragazza, il “datore di lavoro” aveva messo subito in chiaro la percentuale che le sarebbe stata detratta per ogni appuntamento. L’escort era tenuta a inviare il 20% del suo guadagno tramite bonifico bancario ogni mese.