Il Meridiano News incontra Peppino Di Capri: «Ho ancora un’anima rock and roll»

Il Meridiano News incontra Peppino Di Capri: «Ho ancora un’anima rock and roll»

L’artista, in uscita con un nuovo album, ha ancora voglia di stupire. «Mi sento giovane e ho ancora tanto entusiasmo» MUGNANO – Oltre


L’artista, in uscita con un nuovo album, ha ancora voglia di stupire. «Mi sento giovane e ho ancora tanto entusiasmo»

MUGNANO – Oltre 50 anni di carriera, un nuovo album in uscita (del quale però non ha voluto ancora svelarne il titolo, «porta sfortuna e poi può darsi che lo cambierò prima della pubblicazione») subito dopo l’estate e l’energia di un ragazzino che ha ancora tanta voglia di fare. Peppino Di Capri, uno degli interpreti più importanti della musica italiana dal dopoguerra ad oggi, risponde alle domande del Meridianonews.it prima della diretta radiofonica a Radio Crc, ospite della trasmissione “Crc Targato Italia condotta da Titta Masi e Marco e dove, a sorpresa, interviene in diretta telefonica anche Al Bano Carrisi.

 Peppino Di Capri, oggi a 74 anni e con innumerevoli successi ottenuti (da “Roberta” a “Champagne” a “Saint Tropez Twist” solo per citarne alcuni), che periodo è della Sua carriera?

«Sto incominciando ora (ride ndr.). In realtà è un periodo interessante. Nonostante gli anni passino ho voglia di ascoltare e fare cose giovanili, mi interesso anche alle nuove tecnologie bisogna farlo. Voglio rimanere nella scia di quello che ci circonda al giorno d’oggi. Anche quando potrei riposarmi cerco di aggiornarmi e stare sempre in movimento».

 In questo disco, in uscita il prossimo settembre, c’è quest’entusiasmo di cui parlava?

«Certamente. L’entusiasmo si sente tutto in questo nuovo lavoro. Ci sono delle cose energiche oltre che autobiografiche. Ci saranno delle sorprese. In tutto saranno 12 brani. 10 in italiano e 2 in napoletano. Sono sicuro che potrà piacere al pubblico o quantomeno lo spero».

 Nel corso degli anni è cambiato il modo in cui Peppino Di Capri ha inteso il formato canzone?

 «Io credo che l’unica cosa che ci tiene in tiro sono le sonorità che di volta in volta vengono fuori. Al giorno d’oggi c’è l’abitudine a ridurre gli arrangiamenti nelle canzoni e questo sta permettendo alla voce di ritornare protagonista. C’è stato un periodo dove gli strumenti erano talmente prevalenti che quasi non capivi le parole di un brano. Per fortuna questo periodo lo stiamo lasciando alle spalle. Le canzoni adesso si compongono con 3 o 4 accordi massimo come ad esempio hanno insegnato band come gli U2. Prima o poi se scappa una bella canzone italiana, non lasciamo che la facciano gli anglossassoni. Facciamola noi».

Lei ha iniziato con delle produzioni principalmente rock and roll. Poi, in un secondo momento, ha riscoperto la canzone classica napoletana ed ha composto melodie tipiche della canzone italiana.

«C’è sempre stata dentro di me un’anima, una traccia profonda del rock and roll che mi ha accompagnato sin da ragazzino. Nell’età in cui io ero adolescente e quando iniziai ad affacciarmi nel mondo dello spettacolo, diciamo dai 12 ai 16 anni, salirono alla ribalta i primi grandi rocker come Elvis, Little Richard o Fez Domino, solo per fare alcuni esempi. Io m’accorgo che dentro di me c’è un swing innato, frutto anche di quando a Capri c’erano le truppe americane. Mi riconosco in quel mondo. Nelle radio, all’epoca, imperversava il rock and roll, anche se qualche canzone italiana comunque veniva trasmessa».

Proprio Su questo. Lei ha avuto l’onore, con la sua band dell’epoca, i Rockets, di fare da artista spalla alla tournee italiana dei Beatles del 1965 (i Fab four suonarono a Milano, Roma e Genova ndr.). Il rock and roll al giorno d’oggi, dopo tanti cambiamenti nel mondo musicale, ha ancora senso, visto che lei, proviene da quel mondo?

«Innanzitutto devo dire che fu davvero un piacere supportare i Beatles nel loro tour italiano. Il rock and roll certo che ha ancora senso. Io sono attento anche alle nuove leve anche se sempre inerente a quello che è la mia anima e la mia sensibilità. Sicuramente è utile e giusto ascoltare sempre tutto, interessarsi a diversi stili musicali perché è così che fai la tua sinossi per stabilire chi sei e dove vuoi arrivare».