In migliaia a Marano per l’ultimo saluto a Salvatore, lo stadio comunale è pienissimo

In migliaia a Marano per l’ultimo saluto a Salvatore, lo stadio comunale è pienissimo

Commozione alla lettera degli amici: «vogliamo città sicure, eri il nostro eroe». La messa officiata da don Costantino Rubini: «ci vorrà tempo


Commozione alla lettera degli amici: «vogliamo città sicure, eri il nostro eroe». La messa officiata da don Costantino Rubini: «ci vorrà tempo per guarire da queste ferite»

MARANO – Migliaia di persone, questo pomeriggio, per dare l’estremo saluto a Salvatore Giordano. Lo stadio comunale si è man mano riempito in un tranquillo pomeriggio estivo, con una città che – come un’unica grande famiglia – si è idealmente stretta attorno alla bara bianca del piccolo maranese.

Tutti i negozi sono chiusi, in questo giorno di lutto cittadino. Camera ardente allestita dalle 13, all’esterno dello stadio i guestbook dove tutti hanno lasciato una dedica, un pensiero, un disegno. Per i compagni di scuola – la media Massimo D’Azeglio di via Piave – sono stati riservati posti sul prato, nei pressi dell’altare. Tutti gli altri partecipanti si sono accomodati sulle tribune.

E la cerimonia si è aperta proprio con una lettera degli amici di Salvatore, che hanno commosso tutti salutandolo: «eri la nostra colonna, il nostro pilastro, e te ne sei andato da eroe; abbiamo il diritto di camminare per le nostre strade senza il rischio che la città ci cada addosso».

Il parroco, Costantino Rubini, sottolinea: «ci vorrà del tempo per guarire da queste ferite, la nostra comunità non riesce a dare un senso a queste tragedie; ci  sentiamo piccoli ed impotenti davanti a quanto successo, ma questo è il momento in cui la rabbia deve lasciare spazio alla fede nella giustizia divina. Salvatore era piccolo, ma ci ha dato una grande lezione: se n’è andato da uomo, scegliendo di sacrificarsi per gli amici».

Al termine della cerimonia, i compagni di classe di Salvatore Giordano hanno liberato decine di palloncini che sono volati in alto, tra gli applausi dei presenti, come a voler dare un ultimo saluto ad un amico partito troppo presto.