Scioglimento Comune, discusso il ricorso al Tar. A breve la decisione

Scioglimento Comune, discusso il ricorso al Tar. A breve la decisione

Ma in caso di accoglimento si rischia l’effetto bluff. Il deposito della sentenza infatti potrebbe avvenire in coincidenza con la fine del


Ma in caso di accoglimento si rischia l’effetto bluff. Il deposito della sentenza infatti potrebbe avvenire in coincidenza con la fine del commissariamento stesso

ROMA – Tra non molto lo scoglimento del Comune di Giugliano potrà veder scritto il suo capitolo definitivo. Il Tar del Lazio infatti dirà la sua parola sul ricorso promosso da alcuni cittadini contro lo scioglimento per sospette inflitrazioni camorristiche. Durante l’udienza tenutasi l’altro ieri, 16 luglio, i giudici hanno discusso l’oggetto del ricorso, ma la sentenza di accoglimento o rigetto arriverà solo tra alcune settimane. Circa 30 giorni i tempi entro cui si pronunceranno i togati. E con l’arrivo delle ferie d’agosto la decisione potrebbe persino slittare a settembre.

Un periodo di attesa ulteriore a quello previsto, dunque, che rischia di rendere inutili gli effetti materiali prodotti dalla sentenza. Infatti, anche se di regola un eventuale accoglimento comporterebbe la fine anticipata del mandato dei commissari e l’arrivo di un commissario prefettizio pro tempore,  l’eventuale sentenza arriverebbe quasi in coincidenza con la fine dello stesso commissariamento straordinario, in scadenza a novembre.

Stessa situazione anche in caso di rigetto. Qui, a meno che non si registrino sorprese dell’ultima ora su un’eventuale proroga (leggi: Commissari presto a casa ), i commissari lascerebbero comunque l’incarico in autunno, aprendo la strada alle elezioni anticipate nel mese di dicembre prossimo o a maggio 2015.

Questi sono gli aspetti giudiziari. Inutile nascondere, però, che un eventuale vittoria da parte dei ricorrenti avrebbe anche un riflesso politico e ridisegnerebbe la storia recente della città di Giugliano. Il commissariamento, in quel caso, si sarebbe rivelato frutto di un errore dei palazzi romani, oltre che un costo inutile per la cittadinanza e l’elettorato giuglianese. Senza contare, infine, i danni inflitti da giornali e media all’immagine della città.