Scontro nella maggioranza di Melito, nuovo round. Le liste civiche controreplicano al Partito Democratico

Scontro nella maggioranza di Melito, nuovo round. Le liste civiche controreplicano al Partito Democratico

Forte l’accusa di Per Melito Carpentieri Sindaco e Moderati per Carpentieri sull’atteggiamento del segretario di circolo Pd Alfredo Mariani MELITO – Non


Forte l’accusa di Per Melito Carpentieri Sindaco e Moderati per Carpentieri sull’atteggiamento del segretario di circolo Pd Alfredo Mariani

MELITO – Non si fa attendere la controreplica delle liste civiche Per Melito Carpentieri Sindaco e Moderati per Carpentieri alle parole del segretario del Pd locale Alfredo Mariani scagliatosi contro i colleghi di coalizione per l’astensione su un ordine del giorno presentato dal Pd e relativo ai Piani di Recupero dando immediata eseguibilità al Piano Regolatore Generale.

Riferendosi a Mariani i due consiglieri delle due liste, Francesco Ferraro e Pompeo Bruno scrivono: «l’intervento di Alfredo Mariani (apparso su alcuni quotidiani ndr.) si caratterizza per la scompostezza e l’inconferenza oltre a denotare, dal punto di vista politico, un preoccupante stato confusionale ed un ingiustificato nervosismo. Considerare privo di idee chi non è d’accordo con le proprie “idee”, ritenersi “migliore” di chi non condivide le proprie prospettive, considerare reato di “lesa maestà” l’assunzione di posizioni diverse dalle proprie – aggiungono i due esponenti delle due civiche – rappresenta un modo di pensare e fare politica che non ci è mai appartenuto, che non condividiamo e che non avalleremo o giustificheremo mai; il tempo dei “padroni delle ferriere” è passato da un pezzo».

Sull’ordine del giorno “incriminato’’, presentato dal Pd 24 ore prima dello svolgimento del consiglio di venerdì 27 giugno, gli esponenti di Per Melito Carpentieri Sindaco e Moderati per Carpentieri affermano: «nel merito della questione, poi, abbiamo ribadito di ritenere l’ordine del giorno pleonastico e superfluo rispetto alla delibera proposta dall’assessore Mastropasqua (sia ribadito, delibera da noi condivisa e votata, dopo ampio confronto, approfondimento e collaborazione); anzi riteniamo che da un punto di vista di bon ton politico-istituzionale l’ordine del giorno si caratterizzi quale implicita ed indiretta “critica” indirizzata all’operato dell’assessore circa il lavoro svolto sulla delibera; critica che francamente ci sentiamo di non condividere. Ciò che colpisce, invero, nell’intervento stizzito del Mariani è la chiosa finale in cui il segretario cittadino del pd definisce -dimostrandosi politico di spessore- “accozzaglia” i quasi 1.100 melitesi che alle ultime consultazioni europee hanno votato per l’on. Andrea Cozzolino e, quindi, per il Pd. Un segretario di sezione che offende gli elettori del proprio partito meriterebbe un Oscar alla carriera… Che a Melito esista, così come la definisce Mariani, un’area “Cozzolino” e che essa sia capace di catalizzare oltre mille voti, dovrebbe costituire motivo di vanto per un oculato segretario che vede crescere il proprio elettorato. Che quest’area abbia cercato di recuperare voti ai diversi competitors anche in aree elettorali di diversa provenienza dovrebbe rappresentare per la dirigenza del pd un merito (a onor del vero, merito ascrivibile anche a chi ha sostenuto a Melito la candidatura dell’On.le Paolucci), non un demerito, e ciò pure sulla scorta di quanto ha più volte affermato in proposito lo stesso Matteo Renzi. Ma, purtroppo, evidentemente, il segretario cittadino del pd preferisce operare in un’ottica esclusiva, anziché inclusiva».

Al j’accuse delle civiche nei confronti di Mariani si contrappone invece un’apertura rispetto alle parole del capogruppo Pd Angela Guarino che pure aveva parlato di «pregiudizi» sull’astensione in aula. «Per toni e contenuti quello possa costituire un valido punto di partenza per un confronto politico sereno e produttivo tra le forze che sostengono l’amministrazione. Ricominciamo da quello, nell’interesse della città».

Come predetto dunque è ancora scontro all’interno di parte della maggioranza di centro-sinistra, tra Pd e liste cosiddette “minori”. Difficile credere ad un repentino (anche se non è da escludere) riavvicinamento delle parti. Intanto, il prossimo venerdì l’assise tornerà a riunirsi. Sarà l’occasione giusta per uno smussamento degli angoli o al contrario le distanze si allargheranno?