Si ritrova un contratto intestato alla madre deceduta, truffa ai danni di una giuglianese

Si ritrova un contratto intestato alla madre deceduta, truffa ai danni di una giuglianese

Un sollecito di pagamento rivela la presenza di un accordo mai sottoscritto, la donna si è rivolta ai carabinieri GIUGLIANO – Caso a


Un sollecito di pagamento rivela la presenza di un accordo mai sottoscritto, la donna si è rivolta ai carabinieri

GIUGLIANO – Caso a dir poco singolare quello capitato ad una cittadina giuglianese, T. P. che è stata contattata da una società di recupero crediti per un insoluto. Risulta infatti che non avrebbe mai pagato le bollette della Sorgenia dal momento della stipulazione del contratto avvenuto il 30 agosto 2013, presso un’abitazione ormai vuota tra l’altro.

L’assurdità della situazione è dovuta non tanto al fatto che la ragazza non avrebbe mai richiesto o accettato i servizi della suddetta società di luce e gas, quanto all’intestazione del contratto stesso che risulterebbe sottoscritto e firmato dalla madre, F. I., deceduta il 6 marzo 2010. Fino a qualche mese fa la donna avrebbe inoltre pagato regolarmente le fatture all’Edison di cui era cliente.

Contattata la società in questione, uno dei principali operatori del mercato libero dell’energia elettrica e del gas, T. P. è riuscita ad avere solo in parte le risposte che cercava per difendere la sua posizione: l’operatore, declinando ogni responsabilità, avrebbe accusato l’agente commerciale di turno – uno degli addetti alla vendita porta a porta nel giuglianese – di aver falsificato la firma della madre. Il procacciatore avrebbe ricevuto regolarmente la sua percentuale sul contratto.

Venuta a conoscenza del nome del presunto rappresentante di una ditta facente capo alla Sorgenia, T. P. ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. Le è stato sconsigliato di procedere con la denuncia ai danni dell’agente commerciale, ma di prendere prima visione del contratto per il disconoscimento della firma, e di agire poi per via legale contro la presunta società truffatrice.

In seguito, ricevuti i documenti necessari, T. P. ha potuto constatare che nel contratto non compare la firma della madre, che la stipulazione è stata fatta solo ed esclusivamente dal rappresentante della ditta di cui ha tutti i riferimenti e contro cui può agire legalmente.

Oltre al danno economico, che ammonta a 400 euro, c’è da considerare il danno morale che una tale truffa ha causato alla ragazza e alla sua famiglia. Non si sa come il procacciatore sia riuscito a procurarsi tutti i dati di F. I. con cui ha compilato il modulo di adesione al contratto.