Tre napoletani a caccia della Coppa. L’ultimo a riuscirci, Maradona nell’86. E poi fu scudetto

Tre napoletani a caccia della Coppa. L’ultimo a riuscirci, Maradona nell’86. E poi fu scudetto

Prima di Diego, solo il portiere di riserva Cavanna nel ’34, ma senza mai scendere in campo. Ora ci provano Higuain, Fernandez


Prima di Diego, solo il portiere di riserva Cavanna nel ’34, ma senza mai scendere in campo. Ora ci provano Higuain, Fernandez e il nuovo arrivo Andujar

RIO DE JANEIRO – Poche ore alla finale di Brasile 2014, una delle edizioni più spettacolari e ricche di sorprese della massima competizione calcistica. In finale, al Maracanà di Rio de Janeiro, si affronteranno la Germania di Loew, autentica schiacciasassi e grande favorita per la vittoria finale, e l’Argentina di Sabella, giunta all’ultimo atto con non poca fatica, ma sospinta da un intero popolo che vede in Messi l’erede designato di Diego Armando Maradona, colui che per loro è – per quanto non ci fosse bisogno di ulteriori conferme – “mas grande que Pelè”.

Proprio el Pibe de Oro fu, nell’86, l’ultimo calciatore del Napoli ad alzare la Coppa del Mondo. Lo fece a modo suo, trascinando una non eccezionale Argentina fino alla finalissima del torneo giocato in Messico, e poi guidandola per mano nella vittoria per 3-2 proprio contro i tedeschi, all’epoca ancora dell’ovest. Quattro anni dopo il bis gli fu negato a Roma – ancora contro la Germania – con la contestatissima direzione arbitrale di Mendez. Fu l’anno del famoso “hijos de puta” indirizzato ai tanti che fischiavano l’inno argentino, a sottolineare una insanabile rottura – calcistica, ma non solo – tra l’Italia, Napoli e Maradona.

Prima di Diego, l’unico azzurro a fregiarsi del titolo di campione del mondo era stato Giuseppe Cavanna, portiere vercellese al Napoli per sette stagioni, dal ’29 al ’36. Fu lui il primo “Giaguaro” napoletano – Luciano Castellini, tra l’altro, il soprannome l’aveva ricevuto a Torino – e si conquistò la convocazione di Pozzo all’edizione italiana del ’34. Cavanna fu riserva di Combi, e non scese mai in campo.

Stasera tocca a Gonzalo Higuain provare a sovvertire pronostico e tradizione: i tedeschi sono avanti nei confronti diretti con 3 vittorie, 2 pareggi ed una sconfitta, quella della finale ’86. Con il  Pipita – ma dalla panchina – Federico Fernandez, accantonato dopo un avvio da titolare a vantaggio di Martin Demichelis, ed il portiere Mariano Andujar, ex Catania che dal primo luglio è un tesserato napoletano.

Dovesse vincere l’Argentina, oltre al “delirio al Maracanà”, ce ne sarà uno ancora più grande al San Paolo, dove dopo 28 anni potrebbe tornare un campione del mondo, anzi tre. Particolare non trascurabile, sulla scia del mondiale Maradona portò il Napoli a conquistare il suo primo scudetto: i partenopei saranno già tutti a favore dell’Argentina, stasera, ma il precedente fornisce di sicuro un ulteriore motivo per tifare albiceleste.