Vince ispirandosi a Mourinho: è Francesco Ascione lo “Special One” di Giugliano

Vince ispirandosi a Mourinho: è Francesco Ascione lo “Special One” di Giugliano

Campione regionale con il Real Casarea, ora il Summer Camp con il Napoli. Ed i suoi ragazzi spiccano il volo verso il


Campione regionale con il Real Casarea, ora il Summer Camp con il Napoli. Ed i suoi ragazzi spiccano il volo verso il professionismo

GIUGLIANO – Per essere allenatori di successo non è necessario essere stati calciatori di alto livello, lo dimostrano le vittorie di Arrigo Sacchi e, in tempi più recenti, Rafa Benitez e Josè Mourinho. A ripercorrerne le gesta ci prova Francesco Ascione, 37enne allenatore giuglianese che, quasi per caso, al termine di una carriera fatta di campionati minori, ha trovato la sua strada: prima un brutto infortunio al ginocchio, poi la chiamata a sostituire un mister delle giovanili nella società con cui giocava, l’Atletico Giugliano; e da lì, la progressiva scoperta che da allenatore ci sapeva fare molto di più che da calciatore.

Ascione fa le prime esperienze nella scuola calcio, seleziona con cura i ragazzi con cui lavorare e forma pian piano un gruppo solido e vincente: «partecipammo ad un torneo ad Aversa, organizzato dalla società locale, e vincemmo esprimendo un buon calcio; un dirigente aversano, Sergio Di Meo, mi volle fortemente lì, ed è grazie a lui che ho fatto il primo grande salto verso le società professionistiche. Sergio non è solo un dirigente serio e preparato, si è dimostrato un grande amico».

Ad Aversa il gruppo dei 2000 diventa ancora più forte, Ascione li allena e li motiva portandoli a vincere ovunque, anche contro parietà di formazioni di serie A. In squadra anche quattro giuglianesi, tutti nella foto in evidenza con lui, insieme a Francesco Verde: Salvatore Micillo, Alberto Senese, Antonio Maisto e il più piccolo di tutti, Nicola Gaeta, che è addirittura del 2001.  I ragazzi stupiscono non solo dal punto di vista tecnico: l’organizzazione tattica è da squadra di prima fascia, ed il lavoro dell’allenatore si vede, tanto da catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e riscuotere consensi ovunque.

Poi arriva una scelta importante: «ho conosciuto i dirigenti del Real Casarea, una giovane ma promettente società di Casalnuovo che mi ha convinto subito; belle strutture, voglia di fare bene, serietà, ed un sogno da inseguire: chiudere il ciclo con questi ragazzi vincendo il titolo regionale Giovanissimi fascia B». Francesco non lo vede come un passo indietro, gli interessa poco il blasone: vuole vincere, e capisce che lì può farlo.

I regolamenti federali prevedono che prima dei 14 anni i giovani calciatori non possano uscire dalla propria regione, per cui il campionato under 14 (ovvero proprio il Giovanissimi fascia B) è il titolo più ambito da tutte le società, perchè ne testimonia il reale valore. Ed infatti quest’anno ce n’erano ben 160 al via, con una sola vincitrice: il Real Casarea di mister Ascione. «Una vittoria che ripaga me e questo bellissimo gruppo per il lavoro fatto insieme, sono stati sette anni bellissimi; ora, anche grazie ai consigli di Diego Nappi, sto ricevendo tante richieste. Non so ancora cosa farò “da grande”, ma sono fiducioso».

ascione2Patentino UEFA B preso, in attesa di poter svolgere il corso a Coverciano per Ascione è arrivata una chiamata a sorpresa: «abbiamo fatto un’amichevole con i 2000 del Napoli, vincendo nettamente; ho chiesto di giocare contro i ’99, e ne è venuta fuori una gran bella partita». Tanto che, dopo i complimenti di rito, è arrivata una convocazione al centro tecnico di Castelvolturno, dove Ascione ha incontrato Riccardo Bigon e Gianluca Grava: due chiacchiere, una stretta di mano e via con il Summer Camp del Napoli, in attesa – chissà – di una proposta per entrare nello staff azzurro in pianta stabile.

Vorrebbe diventare come Mourinho, Francesco, e intanto studia, impara, si guarda intorno. Ma soprattutto vince, vince tanto. Anche se, ci dice, «la più grande vittoria è vedere che tutti i ragazzi del gruppo che ho portato avanti in questi anni sono stati contesi da società importanti, e stanno tutti trovando la loro strada. Cinque sono andati al Napoli, uno alla Ternana, uno al Frosinone, uno al Lanciano ed altri due stanno per firmare, sempre per una società professionistica. Una vittoria in campo è frutto anche di episodi, vincere nella vita è più importante».