Contratti di lavoro non rinnovati, i dipendenti della Kimbo di Melito si scagliano contro l’azienda

Contratti di lavoro non rinnovati, i dipendenti della Kimbo di Melito si scagliano contro l’azienda

L’accusa: «c’è stato un aumento del fatturato, ma i premi di produzione non ci vengono corrisposti» MELITO – I dipendenti dello stabilimento Kimbo di


L’accusa: «c’è stato un aumento del fatturato, ma i premi di produzione non ci vengono corrisposti»

MELITO – I dipendenti dello stabilimento Kimbo di via Appia chiedono il rinnovo triennale del loro contratto di lavoro scaduto il 31 dicembre del 2013. Tanta la rabbia nei confronti della storica azienda produttrice di caffè. «Nonostante l’azienda sia sempre in utile ed anzi abbia incrementato il fatturato, soprattutto ai nuovi assunti viene si pagato lo stipendio (circa 1.100 euro ndr.) ma non i premi di qualità, quelli di produzione, malattia e turni notturni. Dopo varie richieste ai vertici  non abbiamo ancora certezza se e quando verranno firmati i nuovi contratti per diverse decine di lavoratori come noi» affermano i lavoratori Kimbo ed i rappresentanti sindacali di Cgil e Uil.

I sindacati aggiungono: «nell’organico esistono anche i cosiddetti lavoratori interinali, circa una cinquantina in totale. Per molti di loro succede un’altra cosa. Prima della scadenza dei tre anni necessari per concludere l’apprendistato l’azienda li manda via, evitando di assumerli. In questo modo la Kimbo può prendere altro personale e far ricominciare il ciclo, limitando così le eventuali nuove assunzioni».  Nello stabilimento di via Appia, tra dipendenti degli uffici amministrativi e lavoratori sotto contratto a tempo indeterminato o con apprendistato (con 3 turni da 8 ore ciascuno), operano 170 unità a cui vanno aggiunti i circa 50 interinali.

Qualche giorno fa si è appreso, ed è qui che la rabbia dei lavoratori è scoppiata, che il governo ha garantito circa 300 milioni di euro per aiutare le grandi aziende presenti anche in Campania come la Ferrarelle di Riardo o la Mbda di Bacoli. Gli investimenti dovrebbero portare anche all’ampliamento della capacità produttiva sia nel sito industriale che nella struttura logistica presente all’interporto di Nola. In ogni caso, nessuna notizia filtra dai vertici della Kimbo, che non ha chiarito in che modo intenda affrontare la situazione di agitazione dei dipendenti.