I “misteriosi” incendi di Via Licante, palazzo a rischio crollo

I “misteriosi” incendi di Via Licante, palazzo a rischio crollo

L’edificio è all’asta da dieci anni. Oggi è frequentato da stranieri come deposito abusivo di merce rubata. Sgomberati gli abitanti delle abitazioni


L’edificio è all’asta da dieci anni. Oggi è frequentato da stranieri come deposito abusivo di merce rubata. Sgomberati gli abitanti delle abitazioni circostanti

GIUGLIANO – Un vecchio edificio abbandonato e pericolante da cui misteriosamente da sabato scorso, tutti i giorni, partono fumo e fiamme. Avviene in pieno centro storico, al numero 21 di via Licante, alle spalle della centralissima chiesa dell’Annunziata. L’edificio pare essere andato all’asta perché l’ex proprietario risultò moroso col pagamento del mutuo e venne espropriato dell’immobile. Aste sempre andate deserte da 10 anni a questa parte, che hanno portato l’edificio allo stato di fatiscenza in cui versa attualmente. Ma sembrerebbe che qualcuno comunque usufruisca abusivamente del palazzo nonostante i sigilli ed il rischio crollo.

via licante«Il posto è frequentato da un gruppo di stranieri che hanno divelto i sigilli – fanno sapere le persone che vivono nelle vicinanze – viene usato come deposito per oggetti di vario genere, talvolta anche merce rubata ed i roghi sono chiaramente di natura dolosa, non crediamo nei fantasmi». Il problema, dopo il maxi incendio di sabato, è stato segnalato alle autorità preposte, in particolare al Comando di Polizia Municipale, ed è stato intimato anche lo sgombero di una decina di persone residente negli appartamenti limitrofi.

Il problema infatti è anche l’insalubrità dell’area, vista la presenza di lastre di amianto sia all’interno che all’esterno della struttura. Il nodo principale è l’assenza del proprietario. Forze dell’ordine e funzionari del Comune, infatti, non possono (o non vogliono per evitare di accollarsi le spese di risanamento) accedere per effettuare sopralluoghi e bonificare all’interno della struttura e si sono limitati a mettere in sicurezza l’area esterna per preservare l’incolumità dei cittadini.

La richiesta è stata inoltrata più di un volta alla banca che ne detiene attualmente il titolo di proprietà ma l’iter burocratico, fanno sapere dagli uffici di corso Campano, pare essere abbastanza lungo. Ai cittadini sgomberati, dunque, resta vietato il ritorno nelle proprie abitazioni, fatto salvo il ritiro degli effetti personali previa richiesta scritta e relativa concessione della Polizia Municipale.