Terra dei Fuochi, in manette Gaetano Cerci. Era il braccio destro di Bidognetti

Terra dei Fuochi, in manette Gaetano Cerci. Era il braccio destro di Bidognetti

Era latitante dall’inizio di agosto. È considerato uno degli ideatori del disegno criminale, colui che scelse Giugliano come vittima sacrificale GIUGLIANO –


Era latitante dall’inizio di agosto. È considerato uno degli ideatori del disegno criminale, colui che scelse Giugliano come vittima sacrificale

GIUGLIANO – È terminata stanotte la corsa del latitante Gaetano Cerci, 49 anni. I Carabinieri del Reparto Operativo di Caserta gli hanno stretto le manette ai polsi alla stazione ferroviaria di Salerno, mentre si trovava su di un treno proveniente dal Nord Italia. Cerci si era dato alla macchia agli inizi dello scorso agosto.

Il 24 luglio il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva emesso un’ordinanza per il reato d’estorsione, ma il Riesame ne aveva ordinato la scarcerazione. Il giorno seguente, sulla base del fondato pericolo della reiterazione dei reati imputati fu emessa una nuova ordinanza cautelare in carcere dal G.I.P, ma Cerci aveva già deciso di far perdere le sue tracce. Secondo la Magistratura, Cerci è stato una della menti criminali che alla fine degli 80’ fecero nascere il business dello smaltimento illecito dei rifiuti in Campania.

Cerci in particolare assieme al boss Francesco Bidognetti, all’attuale collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo ed all’avvocato di Parete Cipriano Chianese, aveva creato le società “Ecologica 89” e “Novambiente” (da cui il nome di una degli invasi più tossici di Giugliano), iniziando così il trasporto trans-regionale dei rifiuti pericolosi diretti alle campagne del giuglianese. Il compito di Cerci, all’interno della fazione Bidognetti dei Casalesi, era quello di selezionare i siti più adatti al conferimento illegale di sostanze tossiche ed è stato proprio lui quindi a scegliere Giugliano come vittima sacrificale.

Il disegno criminale, com’è noto, è stato ricostruito solo parecchi anni dopo. Secondo gli inquirenti Cerci, oltre ad essere considerato vicino alla loggia massonica della P2, sarebbe colpevole, assieme agli altri affiliati al clan Bidognetti, per aver smaltito nelle discariche di Giugliano (e gran parte anche nel fiume Volturno) rifiuti speciali provenienti dalle industrie del Nord Italia ed in particolare per i fanghi dell’Acna di Cengio smaltiti nella discarica Resit in località Tre Ponti. Ora, dopo le dichiarazioni di altri pentiti, dovrà rispondere ancora per associazione mafiosa e traffico illecito dei rifiuti.