Lotta allo Stato Islamico, anche da Mugnano partono volontari in aiuto al popolo curdo

Lotta allo Stato Islamico, anche da Mugnano partono volontari in aiuto al popolo curdo

Questa sera partirà per la frontiera turca l’attivista Egidio Giordano. Insieme a lui tanti altri per dare un aiuto tangibile ai curdi


Questa sera partirà per la frontiera turca l’attivista Egidio Giordano. Insieme a lui tanti altri per dare un aiuto tangibile ai curdi che cercano di attraversare il confine occupato dall’Isis

MUGNANO – “Partire da Kobane per essere Kobane”: è questo il titolo di una nota pubblicata su Facebook con cui Egidio Giorndano ha annunciato la sua partenza per la frontiera turca. Egidio Giordano, 30 anni, è un attivista e militante che da anni lotta con i comitati antidiscarica e anti-inceneritori dell’area a nord di Napoli contro lo scempio perpetrato nella Terra dei Fuochi e non solo.

“Sono settimane che Kobane e la regione autonoma della Rojava – si legge nella nota pubblicata sul profilo Facebook – resistono eroicamente agli attacchi e alla avanzata dello Stato Islamico nonostante la carenza di armi e aiuti. Noi, da Napoli, stiamo andando lì: per la profonda convinzione che su quel territorio si stia sviluppando una battaglia importante in difesa della terza via, quella che non sceglie tra  i signori della guerra e i loro finanziatori e che non si piega né al cinismo delle decisione economico fasciste del governo Erdogan nè alla follia islamista”.

Egidio, insieme ad altri attivisti, partirà da Napoli questa sera per cercare di dare un aiuto tangibile alle migliaia di curdi che cercano di attraversare il confine turco – la frontiera con la Siria è stata chiusa per ordine del Governo lo scorso 22 settembre – per partecipare alla riconquista dei territori occupati dall’Isis. Kobane, città siriana a maggioranza curda vicina al confine turco, è stata attaccata dallo Stato Islamico più di due settimane fa: da allora non si è mai arrestata la resistenza dei guerriglieri curdi per impedire che la città finisca nelle mani degli estremisti islamici. “Noi cominciamo ad andare – conclude la nota – per provare a capire quella resistenza. Speriamo che si addensi attorno a noi una rete di sostegno e  diffusione delle cose che racconteremo. Kobane è per noi e per tutti quelli che resistono”.