“Pazza” di Aversa avvistata a Giugliano. Ma adesso è psicosi. Quella donna va aiutata

“Pazza” di Aversa avvistata a Giugliano. Ma adesso è psicosi. Quella donna va aiutata

Al suo passaggio in via Labriola si è diffuso il panico. Occorre però comportarsi da cittadini: denunciare le aggressioni alle forze dell’ordine


Al suo passaggio in via Labriola si è diffuso il panico. Occorre però comportarsi da cittadini: denunciare le aggressioni alle forze dell’ordine e contattare amici e parenti perché si prendano cura di lei

GIUGLIANO – Abbiamo trattato del caso di Benedetta più volte in questi giorni partendo da un dato di fatto: quella donna è stata oggetto di fermo da parte delle forze dell’ordine nel Comune di Cesa dopo un’aggressione ai danni di un passante (LEGGI ). In quella circostanza è stata altresì trovata in possesso di un coltello da cucina nella borsa. Da lì abbiamo raccolto decine di segnalazioni di lettori che la ritengono responsabile di aggressioni ai danni di bimbi e anziani, oltre che di “stampellate” contro automobili e vetrine di negozi. Lo abbiamo fatto da giornalisti, ritenendo che ci fossero elementi sufficienti per costruire una notizia di cronaca e informare i nostri lettori. Ma teniamo a precisare che non lo abbiamo fatto con l’intento di speculare su una caso umano, né tantomento con quello di costruire un “mostro” mediatico.

E’ di oggi, ad esempio, l’ennesima segnalazione di un lettore che ha fotografato la donna a Giugliano, in via Labriola, all’incrocio con via Fratelli Maristi. Al suo passaggio la gente si allontanava terrorizzata, i titolari dei negozi della zona chiudevano a chiave le porte di ingresso, alcuni passanti hanno allertato gli agenti della Polizia Municipale. Insomma: si è diffuso il panico. Riteniamo però che un approccio del genere sia inutile e controproducente. La psicosi che ha generato il caso di Benedetta, di sicuro alimentato anche dai social media, non farà altro che isolarla ancora di più, col rischio di incattivire le sue reazioni, o, peggio, di legittimare bravate di provocatori e balordi ai suoi danni. La soluzione ideale sarebbe comportarsi da cittadini: denunciare eventuali aggressioni alle forze dell’ordine e alle autorità competenti, ma soprattutto contattare amici e parenti perché si prendano cura di lei. Benedetta è un pericolo per sé e per gli altri. Per questo va aiutata.

La redazione