Cava Riconta, il tecnico del Comune “smonta” il nuovo progetto

Cava Riconta, il tecnico del Comune “smonta” il nuovo progetto

Il professor De Martinis ha illustrato le lacune progettuali. “Manca il depuratore per i liquidi che andrebbero nelle fogne ed impianto inutile


Il professor De Martinis ha illustrato le lacune progettuali. “Manca il depuratore per i liquidi che andrebbero nelle fogne ed impianto inutile con chiusura discariche”

VILLARICCA – Continua il duro scontro tra Comune e Sapna. Si è tenuta stamani, infatti, un’altra riunione in commissione trasparenza sull’impianto di Cava Riconta alla presenza del sindaco Gaudieri ed altri esponenti dell’amministrazione villaricchese come Antonio Cacciapuoti e l’assessore all’Ambiente Rosaria Punzo, dell’amministratore della Sapna Enrico Angelone, dell’Arpac e del consigliere regionale Lello Topo. Da registrare, ancora una volta, l’assenza dell’assessore regionale Giovanni Romano.

A tenere banco è stato il professor De Martinis della Federico II, consulente tecnico del Comune di Villaricca, che ha illustrato i vari punti per i quali l’impianto di via Ripuara si può evitare. De Martinis ha illustrato innanzitutto come gli scarichi andrebbero a danneggiare anche i centri limitrofi. Gran parte dei liquidi e dei fanghi, infatti, andrebbe a finire nella rete fognaria compromettendo così anche i centri limitrofi e non solo l’area calcolata nel progetto della società provinciale. Mancherebbe poi anche il relativo depuratore per tali liquidi, finora assente dal progetto.

Poi c’è il discorso economico. Per la Sapna ci sarebbe un risparmio di oltre 2 milioni di euro. De Martinis, invece, ha spiegato che con la chiusura delle discariche la produzione del percolato andrebbe a calare, abbattendo così i costi di gestione per il trattamento e rendendo inutile l’ingente esborso per la nuova struttura. Da calcolare, inoltre, le proteste degli inferociti cittadini che bloccheremmo le manovre facendo così lievitare ulteriormente i costi.

Altro capitolo è la capienza (10 volte in più rispetto al vecchio impianto mobile), sulla quale il consigliere Cacciapuoti ha sollevato dei dubbi. “Le discariche della provincia non produco 500 metri cubi di percolato al giorno – ha dichiarato Cacciapuoti – e non vorrei che l’impianto fosse previsto per un area ancora più vasta”.

Posizione ferma da parte della Sapna. L’amministratore Angelone ne ha preso atto ed ha ribadito la legittimità dell’opera. A questo punto, non resta altro che aspettare la pronuncia del Tar al ricorso presentato dall’avvocato Abbamonte per conto dell’ente di corso Vittorio Emanuele.

(Foto: pagina Fb Lello Topo)