Clan Mallardo, sospeso il processo d’appello. Si attende la Corte Costituzionale

Clan Mallardo, sospeso il processo d’appello. Si attende la Corte Costituzionale

Dopo la condanna in primo grado con rito abbreviato gli avvocati difensori hanno sollevato questione di legittimità alla Suprema Corte NAPOLI –


Dopo la condanna in primo grado con rito abbreviato gli avvocati difensori hanno sollevato questione di legittimità alla Suprema Corte

NAPOLI – Sono 6 gli imputati del clan Mallardo chiamati a giudizio nel processo d’appello di Napoli dopo la condanna in primo grado. Ma per ora è tutto sospeso per una questione di legittimità costituzionale sollevata dagli avvocati della difesa – Pellegrino, Russo e Trofino – alla Suprema Corte. Alla base della sospensione vi sarebbe un’illegittima applicazione della norma della “recidiva” ai danni degli imputati. La celebrazione del processo riprenderà quando la Corte Costituzionale si sarà espressa sulla questione. In primo grado i sei del clan Mallardo alla sbarra erano stati condannati con rito abbreviato a pene di reclusione comprese tra i 16 e gli 8 anni.

I 6 imputati sono: Francesco Napolitano, 55 anni, detto Francuccio ‘o napulitan, entrato nell’organizzazione criminale a nord di Napoli dopo un’esperienza tra le fila di Raffaele Cutolo. E’ stato condannato in primo grado a 16 anni di reclusione; Raffaele Mallardo, boss di via Cumana. Detto Scicchirocco, classe ’66, è stato condannato a 14 anni di reclusione in primo grado; Biagio Micillo, 1956. Considerato vicino al clan Pianese di Qualiano, è stato condannato a 10 anni di reclusione; Giuliano Amicone, 38 anni, condannato a 8 anni di reclusione e finito in manette dopo un anno di latitanza; Marino Sessa, classe ’71, uomo vicino a Napolitano e addetto alla custodia della cassa del clan. Condannato a 9 anni di reclusione in primo grado; Michele di Nardo, il vero erede del clan, nipote di Scicchirocco. Condannato a otto anni, è stato arrestato l’agosto 2013 dopo essere stato incastrato da una foto postata dalla ragazza su Facebook.