Discarica Resit, “analisi non conformi”. Slitta la messa in sicurezza

Discarica Resit, “analisi non conformi”. Slitta la messa in sicurezza

Il laboratorio privato incaricato “non è intercalibrato” col laboratorio di riferimento dell’Arpac. Tutto da rifare GIUGLIANO – Dal laboratorio privato incaricato non


Il laboratorio privato incaricato “non è intercalibrato” col laboratorio di riferimento dell’Arpac. Tutto da rifare

GIUGLIANO – Dal laboratorio privato incaricato non sarebbero stati utilizzati gli strumenti adatti per le analisi al sottofondo della bomba ecologica Resit. «Scar Labs», comunica il 19 novembre Bruno Coletta, dirigente dell’Arpa Campania al responsabile per l’ente dell’unità operativa Siti Contaminati e Bonifiche, Salvatore Di Rosa, «non risulta essere intercalibrato con il laboratorio di riferimento Siti contaminati per i parametri di seguito descritti». Parliamo di idrocarburi policiclici aromatici, per esempio pirene e dibenzopirene, e di metalli come arsenico, cobalto, vanadio, zinco, cadmio.

 Tutto ciò, sta a significare che le analisi devono essere ripetute e slitta dunque l’avvio della messa in sicurezza dell’invaso sito in località “Tre Ponti”, contente oltre un milione di metri cubici di rifiuti, perlopiù tossici.

 Altri soldi buttati, insomma, per un sito dove “sgorga inesorabilmente percolato”, come afferma il geologo Balestri nella sua ormai nota relazione. La Resit era la discarica dell’avvocato di Parete Cipriano Chianese, considerato “la mente criminale della Terra dei Fuochi”, oggi a processo per disastro ambientale assieme agli altri del clan “clan Bidognetti”.

 Sono due le imprese aggiudicatarie dell’intervento di messa in sicurezza, che dovrebbe essere realizzato in un anno di lavori e per il quale è prevista una spesa di sei milioni e mezzo di euro, su fondi stanziati sei anni fa dal ministero dell’Ambiente. Si tratta della romana “Treerre” e della puteolana “Italrecuperi”.