Falsi braccianti e aziende fantasma, sequestrati beni e conti correnti per 130mila euro

Falsi braccianti e aziende fantasma, sequestrati beni e conti correnti per 130mila euro

L’operazione ha interessato tutta l’area nord di Napoli. Tra le città anche Giugliano, Quarto e Qualiano. Danni all’erario per un milione di


L’operazione ha interessato tutta l’area nord di Napoli. Tra le città anche Giugliano, Quarto e Qualiano. Danni all’erario per un milione di euro

HINTERLAND – 39 decreti preventivi di sequestro contro beni mobili e conti correnti postali e bancari per un valore di 130mila euro. E’ questo l’esito dell’operazione condotta el corso della mattinata dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Lavoro di Napoli e i militari della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, a seguito di un’indagine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli per truffa aggravata ai danni dell’Inps. I beni finiti sotto i sigilli sono allocati in tutta l’area nord di Napoli e nell’alto casertano. Anche Giugliano tra i comuni interessati.

I provvedimenti di sequestro sono stati adottati dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura di Napoli, a seguito degli accertamenti svolti da carabinieri e per quelli di carattere bancario e patrimoniale della guardia di Finanza. Il provvedimento parte dalle indagini svolte sul fenomeno dei “falsi braccianti agricoli”, ovvero della percezione illecita di indennità di natura assistenziale da parte di braccianti agricoli, assunti fittiziamente, che, finora, ha consentito di accertare un danno complessivo di circa 1 milione di euro per l’erario, grazie al coinvolgimento di circa trentacinque aziende agricole “fantasma”, con sede dichiarata nelle provincie di Napoli e Caserta.

Il meccanismo escogitato e che le indagini hanno consentito di scoprire – scrive la Procura della Repubblica – prevedeva che, al fine di giustificare la manodopera fittiziamente occupata, le aziende dichiarassero falsamente la disponibilità di terreni su cui avrebbero praticato colture agricole, pure essendo i terreni dichiarati nella effettiva disponibilità di terzi soggetti estranei. I falsi datori di lavoro curavano poi l’inoltro, presso gli uffici dell’Ente previdenziale, di denunzie di manodopera agricola nonché di certificazioni attestanti rapporti di lavoro rivelatisi insussistenti. Sulla scorta di tale artificiosa costituzione di rapporto di lavoro, i falsi dipendenti conseguivano poi indebitamente diversi benefici di carattere economico, quali indennità di disoccupazione, malattia e maternità.

I sequestri sono stati effettuati in diversi comuni, luoghi di residenza dei falsi braccianti agricoli, tra cui Marano di Napoli, Qualiano, Giugliano in Campania, Quarto, Casoria, Noia, Somma Vesuviana, Calvizzano, Villaricca, Lusciano, Mondragone.