Mallardo, niente ritorno a Giugliano per “Ciccio ‘e Carlantonio”. Resta in carcere

Mallardo, niente ritorno a Giugliano per “Ciccio ‘e Carlantonio”. Resta in carcere

E’ ritenuto un soggetto ancora pericoloso. Il boss indiscusso del clan giuglianese resterà in una casa lavoro nel complesso circondariale di Opera


E’ ritenuto un soggetto ancora pericoloso. Il boss indiscusso del clan giuglianese resterà in una casa lavoro nel complesso circondariale di Opera

GIUGLIANO – Doveva tornare a casa come sorvegliato speciale per gravi motivi di salute, Francesco Mallardo, boss indiscusso dell’omonimo clan giuglianese (LEGGI ). E invece resta in una casa lavoro nel complesso circondariale di Opera. A dare la notizia “Il Mattino” di oggi.

A quanto pare Francesco Mallardo è ritenuto un soggetto ancora altamente pericoloso. Da qui l’improvviso dietrofront dei giudici nel concedergli il sospirato ritorno a casa. A marzo 2014 i giudici del Tribunale di sorveglianza avevano infatti accolto la richiesta presentata dal suo legale Giampaolo Schettino, disponendo per lui la detenzione ai domiciliari in una località fuori Napoli. Le condizioni di salute di Mallardo erano state state ritenute dai magistrati meritevoli di attenzione, anche tenuto conto del fatto che il boss ha già scontato quasi per intero la pena (dal novembre 2012 era sottoposto alla misura di sicurezza della casa di lavoro in una struttura a L’Aquila, dopo aver scontato 9 anni nel penitenziario di Opera in regime di 41 bis).

“Ciccio ‘e Carlantonio” è ritenuto il ras indiscusso del clan Mallardo, nonché uno dei reggenti dell’alleanza di Secondigliano siglata con i clan Contini e Licciardi. Grazie anche alle sue capacità imprenditoriali, la cosca giuglianese è riuscita a diventare un’autentica holding societaria con ramificazioni in tutta la Campania fino al basso Lazio. Il suo ritorno a Giugliano avrebbe significato una boccata di ossigeno per una famiglia criminale decimata negli ultimi anni da molti arresti eccellenti: sei affiliati di spicco sono alla sbarra in attesa del giudizio in corte d’appello dopo la condanna in primo grado.

Leggi tutta la storia di Ciccio ‘e Carlantonio