Qualiano, a scuola tra gli escrementi dei topi. Mamme sul piede di guerra

Qualiano, a scuola tra gli escrementi dei topi. Mamme sul piede di guerra

Dopo la protesta di lunedì, gli studenti del I circolo continuano a non entrare. Chiesta alla preside una seconda derattizzazione. Sotto accusa


Dopo la protesta di lunedì, gli studenti del I circolo continuano a non entrare. Chiesta alla preside una seconda derattizzazione. Sotto accusa il personale di pulizia

QUALIANO – Ancora polemiche sulla scarsa igiene del I Circolo Didattico di Viale Europa. Dopo la protesta dell’altro ieri inscenata all’ingresso dell’edificio, anche oggi gli studenti non sono entrati su iniziativa dei genitori.

La vicenda è iniziata la settimana scorsa, quando l’istituto è stato chiuso a seguito del ritrovamento di escrementi di ratti da parte di alcune mamme. Su sollecitazione della preside, il primo cittadino, Ludovico De Luca, lo scorso 6 novembre, aveva disposto una derattizzazione. Ma lunedì gli studenti si siono ritrovati di nuovo a fare lezione tra tropi e deiezioni. A quel punto le mamme hanno deciso di rivolgersi all’Asl.

Intanto il sindaco De Luca dalla sua pagina Facebook fa sapere che: “L’intervento di derattizzazione è stato predisposto dal Comune e fatto eseguire nei giorni scorsi, sia all’interno dei locali scolastici che all’esterno. La fase successiva della pulizia delle aule e la rimozione delle tracce del passaggio dei roditori non attiene all’ente pubblico, ma al personale addetto alla pulizia il quale è già stato attivato dal dirigente scolastico”.

Sotto accusa quindi il personale di pulizia, che non solo non avrebbe ancora rimosso gli escrementi dei ratti ma che, a testimonianza di alcune mamme, non curerebbe l’igiene generale del plesso. Da qui la decisione di una delegazione di genitori, accompagnati dal vicesindaco Antonio Castaldo e dai carabinieri, di rivolgersi alla preside Angela Rispo, che ha sollecitato il Comune e la ditta competente per un secondo intervento di derattizzazione attraverso l’installazione di “trappole nere”, monitorando la situazione sia all’interno che all’esterno dell’istituto.