Villaricca, Serena Napolano premiata dal Coni con la medaglia al valore atletico

Villaricca, Serena Napolano premiata dal Coni con la medaglia al valore atletico

L’onoreficenza arriva per meriti sportivi nel campo del Taekwondo VILLARICCA – Il Coni si è accorto dell’esistenza dell’ex borgo Panicoli. Alla palestra


L’onoreficenza arriva per meriti sportivi nel campo del Taekwondo

VILLARICCA – Il Coni si è accorto dell’esistenza dell’ex borgo Panicoli. Alla palestra Canguro di via Marchesella è stata consegnata la medaglia di bronzo al valore altletico a Serena Napolano. L’onoreficenza è conferita agli atleti che si distinguono per le loro imprese sportive a livello nazionale. Prima della medaglia però il percorso sportivo di Serena è stato lungo e costellato da sacrifici personali.

Come è iniziata la tua carriera agonistica nel Taekwondo?
Conteporaneamente a questa disciplina facevo danza moderna ma il destino ha scelto per me perchè all’età di 14 anni sono stata convocata in nazionale. Ero cintura rossa e frequentavo il campionato Speranza, lo stesso che oggi è chiamato cadetto. Parecipai al campionato italiano ma persi in finale La convocazione in nazionale non arrivò perchè non mi sentivo pronta.

Quando hai capito che saresti diventata un’atleta professionista?
Nel 2005 al primo campionato cadetto quando ho gareggiato con più consapevolezza, infatti, arrivò la medaglia d’oro nella categoria – 49 kg. Lo stesso anno partecipai all’europeo e poco dopo arrivai in nazionale. Da allora dopo aver vinto altri due campionati in categoria juniores nel 2006-2007, escluso l’anno 2008, ho sempre fatto parte della compagine azzurra.

Quando ci fu la maturità sportiva?
Nel dicembre 2009 partecipai ai campionati italiani senior arrivando in semifinale ma fui battuta dalla campionessa italiana Federica Mastrantoni la stessa che partecipò alle selezioni olimpiche. In quella competizione però riuscì a vincere il bronzo. In seguito con la Mastrantoni vinsi il campionato italiano. L’anno 2010 mi classificai seconda mentre l’anno dopo andò male. Finalmente nel 2012 vinsi la categoria senior -53 cinture nere, quello stesso anno vinsi anche il campionato universitario nella categoria -57. Nel 2013 ha vinto per la seconda volta il campionato italiano universatario.

Quindi la tua è una vita passata sul Tatami?
Oggi insegno ai bambini dai 4-6 anni. Mi capita di svolgere il lavoro di coach a tutte le categorie quando andiamo all’estero, attività che svolgo insieme a mio padre Antonio e mio fratello.

La tua famiglia ha avuto altri riconoscimenti importanti?
Mio fratello Giuseppe ha vinto la medaglia al valore atletico

Oggi il taekwondo si riesce ad assicurare un presente ed un futuro?
Non tutti hano la possibilità di vivere con questo sport nonostante siano grandi atleti. Uno dei nostri è dovuto andare in Australia a cercare un lavoro.

Quanto tempo passi ad allenarti?
La mia disciplina impegna a 360 gradi perchè non è solo un’attività sportiva ma è uno stile di vita. C’è bisogno di impegno, rispetto per il compagno, sacrifici e dedizione agli allenamenti. La frequentazione minima è di un allenamento al giorno. Quando si arriva ad un certo livello l’impegno raddoppia. In media mi alleno 4-5 ore al giorno tra lavoro atletico e tecnico. Nonostante sia un sport individule c’è sempre bisogno di un compagno durante gli allenamenti.