Vomero, rapina in casa. Due banditi incastrati dal DNA. Uno è di Villaricca

Vomero, rapina in casa. Due banditi incastrati dal DNA. Uno è di Villaricca

Nell’aprile del 2012 erano entrati in un’abitazione della Marianella terrorizzando due signore anziane. I militari dell’Arma li hanno individuati grazie alle tracce


Nell’aprile del 2012 erano entrati in un’abitazione della Marianella terrorizzando due signore anziane. I militari dell’Arma li hanno individuati grazie alle tracce di sangue lasciate sul posto

NAPOLI – Si erano introdotti nell’abitazione di due anziane seminando il panico nel tentativo di estrarre una cassaforte murata nella camera da letto. Ma sono stati incastrati dal Dna lasciato sul luogo del delitto. I carabinieri della compagnia di Napoli hanno arrestato Luigi Iossa, 24 anni, residente a Pomigliano D’Arco e Vittorio Stasino, 26 anni, residente a Villaricca (foto a destra). Entrambi sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per tentata rapina aggravata in concorso e lesioni.

Le indagini degli operanti, coordinate dalla procura di napoli, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei 2 uomini. In base alla ricostruzione fatta dai militari la mattina del 19 aprile 2012, a Napoli, i rapinatori si sarebbero appostati sotto casa delle vittime, due donne anziane di 98 e 64 anni. Arrivata la domestica, seguendola, i due sarebbero riusciti ad entrare in casa e, una volta dentro, a immobilizzare con violenza le tre donne, imbavagliandole con nastro adesivo e bloccando i polsi con fascette di plastiche. Mentre Iossa sarebbe rimasto a sorvegliare le malcapitate, il complice con martello e scalpello avrebbe tentato invano di divellere la cassaforte murata in camera da letto. Durante l’attesa la signora 64enne per aver tentato di liberarsi sarebbe stata aggredita dal sorvegliante, che la avrebbe spinta con forza a terra causandole la rottura della gamba. Non riuscendo nel tentativo di estrarre la grossa cassaforte i due rapinatori si sarebbero allontanati lasciando le donne immobilizzate. Le vittime, riuscite a liberarsi e a chiamare i carabinieri, avendo avuto l’accortezza di non alterare lo stato dei luoghi in camera da letto, avrebbero permesso ai militari di repertare delle tracce ematiche.

Estratto il dna i militari dell’Arma sono riusciti a compararlo con alcuni sospettati, riscontrando l’appartenenza del codice genetico a Vittorio Stasino. E grazie allidentificazione dello stasino si sarebbe poi riusciti a risalire allo Iossa,quest’ultimo poi riconosciuto dalle vittime. Entrambi gli arrestati sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria presso  il carcere di Poggioreale.