Case popolari, non ottiene la tangente dall’assegnatario e si rivolge alla camorra. Arrestati in tre

Case popolari, non ottiene la tangente dall’assegnatario e si rivolge alla camorra. Arrestati in tre

Pretendeva una tangente da 10mila euro per il passaggio della casa. Dinnanzi al rifiuto si è rivolto al clan dei Longobardi Beneduce.

@Armando Di Nardo

Pretendeva una tangente da 10mila euro per il passaggio della casa. Dinnanzi al rifiuto si è rivolto al clan dei Longobardi Beneduce. A finire in manette anche un uomo di Marano

QUARTO –  Un alloggio popolare assegnato a chi non aveva titolo e da questi sub-affittato a una famiglia per 13 anni. Poi la scoperta dell’irregolarità e l’assegnazione a una famiglia avente titolo. Ma l’irregolare pretende soldi dal nuovo assegnatario e dopo non averli ottenuti si rivolge alla camorra. E’ quanto emerso nel corso di una indagine dei carabinieri della compagnia di  pozzuoli e della tenenza di quarto che hanno dato esecuzione a un decreto di fermo d’indiziato di delitto emesso dalla direzione distrettuale antimafia di napoli a carico di 3 soggetti ritenuti affiliati o contigui al clan camorristico dei “longobardi-beneduce” e responsabili di tentata estorsione in concorso aggravata da finalità mafiose.

I soggetti arrestati sono Nicola Palumbo, 50 anni, domiciliato a Quarto in via Cupa Lava, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno a quarto, ritenuto reggente del clan; Giuliano Palumbo, 31 anni, residente a Marano, incensurato; Antonio Fruttaldo, 51 anni, residente a Quarto, incensurato.

Nel corso di indagini avviate a novembre i militari dell’Arma hanno documentato reiterati tentativi di estorsione attuati con finalità mafiose al nuovo assegnatario dell’alloggio popolare nel rione De Gasperi di Quarto. In particolare, a Fruttaldo era stato assegnato un alloggio in un rione popolare nonostante vivesse in una casa privata di sua proprietà e tra il 2000 e il 2013 l’aveva sub-affittata per 125 euro al mese alla persona che poi è diventata vittima di estorsione.

Infatti dopo un censimento comunale Fruttaldo aveva perso la disponibilità dell’appartamento e quest’ultimo era stato assegnato al nucleo familiare della vittima, quella che prima pagava 125 euro al mese, previo accertamento sul possesso di tutti i requisiti e conseguente regolarizzazione. A quel punto Fruttaldo si era sentito nel diritto di intimare la consegna di 10.000 euro quale “tangente” per il passaggio di mano dell’abitazione, ma la vittima aveva ignorato la sua richiesta e allora si era rivolto alla criminalita’ organizzata per ottenere il pagamento.

In piu’ occasioni i palumbo avevano minacciato la vittima approfittando dell’aurea di intimidazione del clan, costringendola nel luglio 2014 a impegnarsi a consegnare i 10.000 euro e nel dicembre 2014, a causa del mancato pagamento, a lasciare l’abitazione entro natale. Dopo le formalità di rito in caserma i 3 sono stati associati al centro penitenziario di Secondigliano. Il GIP di Napoli in sede di convalida del provvedimento precautelare ha per loro disposto la custodia in carcere.