Clan Sperandeo, liberato il giuglianese Vincenzo Marino

Clan Sperandeo, liberato il giuglianese Vincenzo Marino

Sull’uomo pende l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico. Il processo si svolgerà il prossimo 20 gennaio con le forme del


Sull’uomo pende l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico. Il processo si svolgerà il prossimo 20 gennaio con le forme del rito abbreviato

GIUGLIANO – Liberato Marino Vincenzo. Il G.I.P. presso il tribunale di Napoli ha accolto la richiesta dell’avvocato Antonio Dell’Aquila disponendo l’immediata liberazione del giovane giuglianese che era sottoposto alla misura restrittiva già da alcuni mesi e nei cui confronti pende un procedimento per una serie di reati tra cui l’associazione per delinquere di stampo camorristico.

Secondo l’accusa l’uomo è affiliato al clan Sperandeo di Benevento, organizzazione con a capo i fratelli Arturo, Luigi, Saverio e Corrado Sperandeo. Il processo che vede alla sbarra numerose persone al momento detenute, alcune delle quali anche in regime di restrizione differenziata il cosiddetto 41bi, si celebrerà con le forme del giudizio abbreviato e la prima udienza è già fissata per il prossimo venti gennaio quando inizierà la requisitoria del Pubblico Ministero.

Vincenzo Marino fu arrestato lo scorso marzo nell’ambito di un blitz dei Carabinieri che portò all’arresto di 26 persone. L’operazione condotta dai Militari dell’Arma dopo due anni di indagini azzerò il clan Sparendeo sviluppatasi attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese video, servizi di osservazione e pedinamenti, nonché riscontri di natura documentale e approfonditi accertamenti patrimoniali. Il sodalizio di natura camorristica era finalizzato a commettere delitti contro la persona e contro il patrimonio (in particolare estorsioni contro imprenditori e commercianti, nonché usura), e lla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish e cocaina.