Denunciare il degrado e venire incolpati. La strana politica dei commissari contro i rifiuti

Denunciare il degrado e venire incolpati. La strana politica dei commissari contro i rifiuti

La storia di Ermelinda Taglialatela, proprietaria di un terreno in via Carrafiello. Dopo 4 anni di denunce viene ritenuta responsabile degli scarichi


La storia di Ermelinda Taglialatela, proprietaria di un terreno in via Carrafiello. Dopo 4 anni di denunce viene ritenuta responsabile degli scarichi abusivi e condannata a bonificare

GIUGLIANO – Denunciare il degrado ed esser giudicato colpevole dello stesso. La vicenda della signora Ermelinda Taglialatela è emblematica. Sono sempre più numerose, infatti, le ordinanze della commissione straordinaria che “condannano” gli stessi cittadini che denunciano la presenza di rifiuti in prossimità dei propri terreni a ripulire l’area. La motivazione è quasi sempre la stessa: non si può risalire agli autori materiali degli scarichi e pertanto il proprietario è ritenuto responsabile ed ha l’obbligo di bonificare l’area entro 30 giorni dalla notifica.

caditoie-carrafielloMa la storia della signora Taglialatela, proprietaria di un terreno in via Carrafiello, parte nel 2009 quando il Comune decide di realizzare la rete fognaria. E qui nascono i primi disagi. La zona cantierizzata inizia a diventare un ricettacolo di rifiuti e, dopo la fine dell’opera, alla prima pioggia la strada diventa un fiume che porta con sé fango, detriti e rifiuti riversandoli nelle campagne circostanti. La signora Taglialatela denuncia la situazione al Comune, il quale invia i suoi tecnici sul posto. In quell’occasione i tecnici comunali dichiarano anche il pericolo per l’incolumità pubblica. Ad oggi però nessun intervento sembra esser stato ancora realizzato, anzi, la situazione si è ancor più aggravata vista la mancata pulizia delle caditoie otturate dal fango.

Nel 2013, poi, la signora Taglialatela denuncia la presenza di lastre di amianto e riceve un ulteriore beffa: il sequestro del terreno. I rifiuti pericolosi in questo caso vengono immediatamente rimossi e dopo due giorni il terreno viene dissequestrato dopo che la Procura di Napoli Nord scagiona da ogni accusa la proprietaria perché viene accertato che gli scarichi abusivi erano opera di ignoti. In precedenza, anche la Polizia Locale nel luglio 2013 aveva eliminato ogni dubbio affermando «che i proprietari svolgono attività lavorative tali da far escludere il collegamento con la smaltimento di tale tipologia di rifiuto ed essendo domiciliati ad una certa distanza dal luogo c’è un evidente scarsa possibilità di vigilare sull’appezzamento di terreno». Lo scarico selvaggio però non si ferma e, dopo aver occupato gran parte della strada impedendo anche l’accesso alla stessa, i rifiuti iniziano ad invadere il suolo privato. La signora Ermelinda decide dunque di appostarsi con suo marito e sorvegliare la strada. Riesce a scattare la foto ad un furgone che scarica calcinacci e denuncia la cosa ad i carabinieri fornendo anche il numero di targa del mezzo. Anche qui, però, i risultati non si vedono e gli incivili non si fermano.

rifiuti-carrafielloLe missive al Comune rimaste inascoltate aumentano, sono quasi 30, fino a quando il 27 novembre 2014 i commissari emettono l’ordinanza in cui si afferma che il proprietario è incaricato di bonificare l’area entro 30 giorni, pena un verbale ed un denuncia presso la Procura. «Il Comune non ha ripulito la strada ed ora ci incolpa perché i rifiuti hanno invaso il nostro terreno – afferma Ermelinda Taglialatela-. La nostra responsabilità è stata esclusa sia dal magistrato che dai vigili. L’ente deve provvedere a mettere la zona in sicurezza – aggiunge – per noi è diventato un incubo».

Insomma, dopo oltre 4 anni di segnalazioni che, a quanto pare, sono rimaste inascoltate assieme alle richieste di incontro con i dirigenti, il suo terreno continua ad essere zona franca per lo scarico di ogni sorta di rifiuto ed ora viene anche incolpata. Inoltre, viene puntualmente divelta anche la recinzione. Anche quando la signora Taglialatela ha deciso di illustrare la situazione al nostro giornale sul posto era presente un furgone pronto a scaricare che poi alla nostra vista si è dato alla fuga. Oltre al danno anche la beffa.