Discarica Resit, “Mafia Capitale” si abbatte su Giugliano. Servirà l’intervento di Cantone

Discarica Resit, “Mafia Capitale” si abbatte su Giugliano. Servirà l’intervento di Cantone

Il CdA della società che doveva eseguire la bonifica è stato coinvolto nell’inchiesta antimafia capitolina. De Biase scrive al Prefetto e chiama


Il CdA della società che doveva eseguire la bonifica è stato coinvolto nell’inchiesta antimafia capitolina. De Biase scrive al Prefetto e chiama l’Authority Anti-Corruzione

GIUGLIANO – Non bastavano i veleni, gli affari tra casalesi e clan Mallardo ed il disinteresse delle istituzioni degli anni passati. Sulla discarica Resit adesso si abbatte anche l’inchiesta “Mafia Capitale”, quella che ha coinvolto il Comune di Roma e portato in carcere grossi esponenti del crimini organizzato romano.

Il consiglio d’amministrazione della società affidataria dell’appalto per la bonifica dell’invaso infatti, la “Tre Erre srl”, è stata anch’esso investito da questa grossa inchiesta antimafia. Il protocollo di legalità firmato dalla stessa società parla chiaro: in caso di infiltrazioni mafiose, o presunte tali, il contratto viene immediatamente rescisso. A rischio anche la bonifica di Masseria del Pozzo, anche questa aggiudicata la “Tre Erre”. Qualche settimana fa c’era stato anche il problema delle analisi sbagliate. Il laboratorio privato incaricato infatti non era “intercalibrato” con l’Arpac. Problema che sembrava risolto grazie all’intervento della stessa Agenzia regionale.

Oggi si è svolto un incontro in Regione con la Commissione consiliare speciale per le bonifiche e le ecomafie e le associazioni “Eco della fascia Costiera” ed “Accademia Kronos”. L’incontro chiesto dagli attivisti doveva servire per fare il punto della situazione. Ma il terremoto giudiziario che ha colpito la Capitale si è abbattuto anche su Giugliano.

Molto probabilmente si andrà verso il commissariamento. Il commissario per le bonifiche De Biase invierà a breve una lettera al Prefetto di Napoli. Anche qui servirà l’intervento dall’Authority Anti-corruzione Raffaele Cantone. L’ex magistrato dovrebbe essere il prescelto per sorvegliare sulla bonifica. Oltre al suo ruolo istituzionale attuale, Cantone sarebbe uno dei pochi capace di portare al termine nel migliore dei modi questo spinosa vicenda vista la conoscenza del territorio e la lunga esperienza di lotta alle mafie. E questa volta, dopo gli scandali Mose, Expo e “Mafia Capitale”, dovrà farla nella sua città natale per disinnescare la “bomba ecologica” Resit.