Giugliano, primarie Pd ancora in bilico. È scontro tra le correnti interne

Giugliano, primarie Pd ancora in bilico. È scontro tra le correnti interne

Una componente starebbe ritardando l’organizzazione con la segreteria provinciale per evitarle e scegliere un candidato calato dall’alto. Non ancora chiara la situazione


Una componente starebbe ritardando l’organizzazione con la segreteria provinciale per evitarle e scegliere un candidato calato dall’alto. Non ancora chiara la situazione di Pacilio

GIUGLIANO – C’è una data, ci sono 4 nomi, ma manca ancora l’ufficialità. Le primarie del Pd a Giugliano diventano sempre più un rompicapo. Non c’è ancora coesione tra le varie componenti del partito e resta qualche diatriba interna da risolvere. Una partita a scacchi che si starebbe giocando, pare volutamente, ancora a livello locale, senza il coinvolgimento della segreteria provinciale.

Non tutti sarebbero d’accordo infatti sul ricorso alle primarie. Una corrente in particolare vorrebbe evitarle per nominare un candidato favorevole alla segreteria guidata da Giuliano Quaranta. Parliamo di Nicola Pirozzi, che gode dell’appoggio della componente che fa capo al consigliere regionale Raffaele Topo e sarebbe il prescelto numero uno. Altro papabile diretto, subito dopo Pirozzi, è anche la deputata Giovanna Palma, che potrebbe lasciare i banchi di Montecitorio per dedicarsi direttamente alla propria città natale. Appunto per questo, la segreteria pare stia ritardando la comunicazione alla segreteria provinciale, e la relativa organizzazione, proprio per sforare i tempi tecnici ed arrivare dunque ad un candidato sindaco calato dall’alto. La data del 18 gennaio si avvicina, infatti, e non c’è ancora l’ufficialità.

Altro nome che metterebbe tutti d’accordo è quello di Antonio Poziello, che rappresenta un po’ la sintesi di tutte le correnti interne. I favoriti della segreteria, però, restano comunque i “topiani” Pirozzi e Palma. Sembra non essere ancora chiara la posizione di Giovanni Russo, il quale non farebbe parte di alcuna componente particolare.

Discorso diverso, invece, per Raffaele Pacilio, l’ultimo arrivato tra i pretendenti. Quest’ultimo non sarebbe candidabile perché non tesserato col partito e la sua raccolta firme tra i cittadini non gli garantirebbe la partecipazione alle consultazioni.