Giugliano, tempo di bilanci: i reali meriti dei commissari, la corsa alle poltrone e una città che sta cambiando

Giugliano, tempo di bilanci: i reali meriti dei commissari, la corsa alle poltrone e una città che sta cambiando

GIUGLIANO – “Giugliano è una città sana”, così si sono espressi i Commissari in una recente intervista rilasciata ad un settimanale locale.


GIUGLIANO – “Giugliano è una città sana”, così si sono espressi i Commissari in una recente intervista rilasciata ad un settimanale locale. Ci fa piacere che lo abbiano constatato e li ringraziamo per il fatto che lo abbiano dichiarato pubblicamente. Tuttavia non intendiamo iscriverci al partito di quanti si sono seduti, in molti ipocritamente, al loro fianco anche perché, parafrasando Brecht, non ci sarebbero posti liberi. Non possiamo riconoscere loro i meriti che nella stessa intervista si attribuiscono.

Indubbiamente apprezzabili risultati sono stati ottenuti nella raccolta differenziata, ma bisogna anche dire che a fronte dei risultati ottenuti c’è stato un enorme sacrificio per i cittadini che si sono trovati a sborsare il notevole aumento economico che l’ente paga alla ditta per il servizio. Del resto non sappiamo quali sono i benefici che ha portato il commissariamento in questi due anni. L’Unità operativa dedicata al Più Europa esisteva anche prima.

I lavori di rifacimento del corso Campano che si estenderanno a buona parte del centro storico o meglio a quella parte che costituiva l’antico praedium romano con restauro anche di tre antichissime chiese, e i lavori di via Pigna finanziati dal Più Europa sono progetti per i quali la scorsa amministrazione di centrodestra aveva già pubblicato i bandi di gara come per i lavori di Piazza Gramsci e della villa comunale nel giardino del convento dei monaci.

Dell’espletamento delle pratiche di condono, con conseguente rilascio delle concessioni in sanatoria non si riscontrano significativi risultati. Per quanto riguarda poi il Puc la precedente giunta aveva adottato tutti i passaggi previsti dalla legge con approvazione da parte del Consiglio comunale, anche delle linee guida. Si sarebbe successivamente dovuto procedere alla convocazione di tutte le rappresentanze sociali cittadine che avrebbero dovuto concorrere alla redazione del nuovo strumento urbanistico per ridisegnare la città dei prossimi decenni. Quindi, a meno che la triade commissariale non abbia fatto da sola, dobbiamo concludere che molto probabilmente si è ancora in alto mare.

Restano ancora nelle casse dell’ente i fondi ricevuti per le compensazioni dovute per l’insediamento della NATO. Dei bandi di tutte le opere infrastrutturali che dovrebbero essere realizzate, grazie a quelle risorse, sulla fascia costiera infatti, al momento non c’è nessuna traccia. Asfaltar no es gubernar. Asfaltare non è governare, recita un motto antifranchista dello scrittore Salvador de Madariaga. L’ordinaria amministrazione anche quando è efficiente non é sufficiente. Sembrano averlo capito anche i cittadini giuglianesi ed in molti sentono sempre di più il desiderio di essere amministrati dalla politica.

Ormai le elezioni sono alle porte. Sono tanti quelli che sperando anche in uno tsunami giudiziario che travolga buona parte della classe politica precedente, hanno visto nello scioglimento un’ opportunità per conquistarsi un posto nella res pubblica.  Girando un po’ sul web che è diventato ormai l’agorà della politica ci si può fare un’idea dello spessore di quelli che ambiscono a diventare la nuova classe dirigente cittadina.

Tanti sono quelli che più volte candidatisi non sono mai riusciti ad essere eletti. Se non loro appaiono i loro figli. Immediatamente a seguire i nani della politica che immaginano di occupare i posti in prima fila lasciati vacanti da quelli che gli facevano ombra e da cui per anni hanno succhiato linfa godendo di visibilità e prebende di ogni tipo. Ci sono poi quelli che inneggiano sempre e solo alla legalità non conoscendone nemmeno il significato, però sanno che riempiersi la bocca con questa parola fa sempre un certo effetto. In coda una moltitudine di personaggi anonimi di cui è facile comprendere dai post sgrammaticati, che per il loro livello culturale non potrebbero amministrare nemmeno un condominio. D’altronde è pur vero che è facile incontrare, specie dalle nostre parti, addirittura parlamentari che non sapevano amministrare un condominio o che della lingua italiana a stento conoscono l’alfabeto.

Quello che è successo a Roma dovrebbe fa ben sperare in un annullamento del decreto di scioglimento per Giugliano. Le ultime dichiarazioni del Ministro degli Interni a difesa dell’amministrazione capitolina potrebbero o dovrebbero costituire un viatico per la corretta applicazione della legge per lo scioglimento dei consigli comunali per presunte infiltrazioni camorristiche a meno che abnormemente la si voglia ritenere non applicabile a Roma.

Agli addetti ai lavori è chiaro che essa è diventata specie dopo le ultime modifiche apportate dal legislatore, che accentrano la competenza a decidere sui ricorsi avverso i decreti di scioglimento solo al TAR Lazio, uno strumento usato dagli organismi sovraordinati come leva per contrastare l’autonomia decisionale degli enti politici minori. Di fronte ad una minaccia di scioglimento molti sindaci sono soliti accettare sul proprio territorio decisioni impopolari calate dall’alto. Così è stato anche per la legge che prevede lo scioglimento dei comuni per il mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata.

Quando il consiglio comunale di Giugliano si espresse nella propria autonomia decisionale contro il progetto voluto dall’allora prefetto di Napoli di un nuovo mega insediamento Rom sul nostro territorio, sembra che – da quanto trapelò dagli ambienti comunali –  la Prefettura chiese poi i verbali di tutti gli interventi che pecedettero la votazione. Molti lessero la cosa come una sorta di intimidazione. E forse non sarebbe infondato ritenere che la interdittiva antimafia che di lì a poco colpì la ditta incaricata della raccolta dei rifiuti che in poche settimane aveva già raggiunto percentuali di differenziata significative, fosse una conseguenza di quella votazione. La ditta fu allontanata e la differenziata scese di nuovo a livelli bassi. A distanza di poco tempo fu proposto lo scioglimento dell’amministrazione.

Quella stessa legge non veniva applicata ed ancora oggi non viene applicata alla città di Napoli dove la raccolta differenziata è quasi inesistente. D’altronde non c’è chi non legge nel differimento del voto, perché di questo si tratta dato che il consiglio comunale di Giugliano già era stato sciolto per le dimissioni del sindaco Pianese, solo il disegno per la realizzazione del campo rom e del termodistruttore.

Una cosa è certa. Durante questo periodo a Giugliano si è arricchita l’informazione. Con la nascita de “Il Meridiano News” si è rotto quello che poteva sembrare un monopolio giornalistico. Oggi la cittadinanza può avere un’idea più chiara su molte cose rispetto a quello che avveniva in passato. In questo modo dovrebbe crescere anche la democrazia, verrebbe da scrivere. Ma siamo convinti che così non è. Nel nostro territorio la democrazia sembra come sospesa. A volte parlare di certi argomenti è come attraversare un campo minato. Forse sarebbe meglio allinearsi e non mettersi contro. Ma non siamo capaci di allinearci e ci ribelliamo all’idea di una comunità normalizzata, quasi da regime.

Magari, caro direttore, il tuo giornale non avrà la benevolenza dei Commissari, ma avrà sicuramente la gratitudine di tanti cittadini. Ed anche di alcuni giovani che sognavano di fare il mestiere di giornalista ai quali tu e tuoi validi collaboratori dai la possibilità di impararlo. Hai infine la gratitudine di colui al quale concedi eccezionalmente,la possibilità di firmare i propri articoli usando il nome di uno dei personaggi di un’opera di Pirandello. Buon anno.