Il Napoli non c’è. A Milano finisce 2-0 per i rossoneri

Il Napoli non c’è. A Milano finisce 2-0 per i rossoneri

Azzurri svogliati e senza cuore. Reti di Menez e Bonaventura per i diavoli rossi. Fievole arrembaggio nel finale degli uomini di Benitez


Azzurri svogliati e senza cuore. Reti di Menez e Bonaventura per i diavoli rossi. Fievole arrembaggio nel finale degli uomini di Benitez

MILANO – Ai nastri di partenza si presenta un Napoli senza il suo capitano Hamsik che lascia il suo posto a De Guzman. Il Milan con Menez terminale offensivo e alle sue spalle Honda e Bonaventura.

E’ il Milan a condurre il gioco fin dalle prime battute del match. Al 6° minuto i rossoneri già sono in vantaggio con Menez che sfrutta le solite incertezze difensive azzurre per battere Rafael da distanza ravvicinata. La prima vera occasione del Napoli arriva al 22°, quando Diego Lopez con un doppio intervento salva prima su David Lopez e poi su Callejon. La partita diventa equilibrata e le due squadre si equivalgono. Al 42° il Milan a un passo dall’autogol: Higuain mette un pallone in mezzo all’aria di rigore, Mexes nel tentativo di anticipare De Guzman rischia di mettere la palla nella proprio porta. Il primo tempo si conclude con il vantaggio del Milan per 1 a 0.

La ripresa vede scendere in campo un Napoli svogliato e senza cuore: infatti bastano pochi minuti e al 52° il Milan raddoppia. Armero riceve palla sulla sinistra e mette in mezzo, svetta Bonaventura che lasciato solo da Koulibaly non sbaglia di testa e mette la palla in rete. Benitez dalla panchina cerca di cambiare l’andamento del match inserendo prima Hamsik e poi Zapata, anche se è solo nel finale che il Napoli riesce a farsi vedere dalle parti di Diego Lopez con un fievole arrembaggio.

Una brutta partita quella andata in scena stasera a San Siro. Un Napoli senza idee e senza carattere che non è riuscito mai a prendere in mano il pallino del gioco. Una sconfitta che lascia la squadra azzurra fuori dalla zona europea. La raggiunge in classifica lo stesso Milan al terzo posto.

Francesco Eboli