Licola, pericolo amianto nelle case dei pescatori. I cittadini: “A 300 metri ci sono le scuole”

Licola, pericolo amianto nelle case dei pescatori. I cittadini: “A 300 metri ci sono le scuole”

Un sopralluogo dell’Asl denunciò nel 2012 lo stato di decomposizione delle lastre di eternit. Ma il Comune di Pozzuoli non è ancora


Un sopralluogo dell’Asl denunciò nel 2012 lo stato di decomposizione delle lastre di eternit. Ma il Comune di Pozzuoli non è ancora intervenuto. I comitati civici annunciano ricorso alla Commissione Edilizia della Regione

FASCIA COSTIERA – Licola convive da oltre trent’anni con l’amianto. Lungo il viale dei Platani, tra Giugliano e Pozzuoli, ci sono le “case dei pescatori”. Sei piccole abitazioni in lamiera costruite ai tempi dei bradisismo, negli anni ’80, per garantire un alloggio temporaneo ai terremotati puteolani.

Fin qui nulla di strano. E strano non è nemmeno il fatto che i solai di questi prefabbricati siano stati realizzati con lastre di amianto (eternit). Già, perché l’amianto di per sé non è tossico né velenoso. Ma può diventare un mostro quando è danneggiato e rilascia nell’aria le sue fibre che finiscono dritte nei polmoni.  Lo sanno bene le istituzioni. Come l’Asl Napoli 2, che qui, a Licola, ha effettuato un sopralluogo più di due anni fa, nell’ottobre del 2012. Dagli accertamenti emerse “la necessità di attivare ogni procedura atta alla rimozione dell’eternit”.

eternit“Quegli edifici versano in uno stato di abbandono: ci sono topi, erbacce, sono a rischio crollo, ma soprattutto c’è amianto. Da anni denunciamo al Comune, all’Asl e alla Provincia questa situazione, ma non abbiamo ottenuto ancora niente” dichiara alla nostra redazione Umberto Mercurio, portavoce del Comitato Riqualificare Licola. Che poi lancia l’allarme: “Siamo preoccupati, a 350 metri dalla zona ci sono scuole frequentate da oltre 400 bambini. Respirano eternit?”

In realtà qualcosa pareva si fosse mosso. Nel febbraio del 2014, il Comune di Pozzuoli  aveva indetto un bando di gara per i lavori di rimozione dell’eternit dalle case dei pescatori. Nel giugno scorso il bando di gara è stato vinto da una ditta specializzata del beneventano. 162mila euro i fondi stanziati. Eppure i lavori non sono ancora partiti. “Ci dicono che mancano i soldi per rimuovere questo scempio – denuncia Umberto Mercurio – Il prossimo passo che faremo sarà rivolgerci alla Commissione Edilizia della Regione Campania, e se neanche questo dovesse bastare, in ultima istanza faremo appello alla magistratura”.