Marano, stadio abbandonato al degrado: ieri il Consiglio comunale straordinario

Marano, stadio abbandonato al degrado: ieri il Consiglio comunale straordinario

Non passa la delibera di consiglio proposta dall’opposizione. Si continua con la manifestazione d’interesse e un nuovo bando MARANO – Dovrebbe tornare oggi la


Non passa la delibera di consiglio proposta dall’opposizione. Si continua con la manifestazione d’interesse e un nuovo bando

MARANO – Dovrebbe tornare oggi la luce nello stadio comunale di via Falcone, rimasto al buio per oltre un mese. Ad annunciarlo il neo assessore allo Sport, Salvatore De Stefano, nel corso del Consiglio comunale fiume tenutosi ieri sera. L’assise, monotematica e convocata su richiesta dei consiglieri d’opposizione, ha  discusso a lungo sulle condizioni di degrado in cui versa da oltre due anni la struttura sportiva un tempo fiore all’occhiello della città.

“L’Amministrazione comunale aveva il compito di vigilare e controllare la società (Marano Calcio) che da due anni gestisce lo stadio – ha spiegato il consigliere di minoranza Michele Palladino –  Chiediamo che vengano individuate e perseguite le responsabilità sia politiche che gestionali, che hanno portato al degrado della struttura. In questo momento è necessario gestire lo stadio autonomamente piuttosto che affidarsi nuovamente ad un bando fallimentare”.

Una proposta che però non ha incontrato il favore della maggioranza, che ha infatti deciso di continuare la strada della manifestazione di interesse per poi dar vita ad un nuovo bando di gara. “L’attuale situazione economica dell’Ente – ha spiegato il primo cittadino, Angelo Liccardo – ci costringe ad affidare lo stadio a terzi”. Tornerà la luce allo stadio, insomma, ma difficilmente con questi presupposti la struttura uscirà dalla situazione di degrado e abbandono in cui versa da anni. Difficilmente infatti si troverà una società in grado di accollarsi le spese della struttura, delle utenze (luce – gas – acqua), del mantenimento del manto erboso e della manutenzione ordinaria senza un minimo contributo da parte dell’Ente.