Mercato Ortrofrutticolo, sesto furto dal 2015. Rea: “Vogliamo andarcene”

Mercato Ortrofrutticolo, sesto furto dal 2015. Rea: “Vogliamo andarcene”

Gli operatori minacciano di trasferire la storica attività giuglianese in altri comuni limitrofi. A rischio l’economia del territorio GIUGLIANO – Sono SOS


Gli operatori minacciano di trasferire la storica attività giuglianese in altri comuni limitrofi. A rischio l’economia del territorio

GIUGLIANO – Sono SOS lanciati nel vuoto, quelli di Carmine Rea, ex presidente della CoMer. Stanotte si è consumato il quindicesimo furto dall’inizio dell’anno. Il trentaquattresimo dal dicembre 2013. Ma ciò che dovrebbe essere un’eccezione, nella struttura di via Santa Maria A Cubito, è diventata prassi. Normalità. “I vigili urbani vengono – denuncia Rea – verbalizzano e poi depositano il verbale nel cassetto. Polizia e Carabinieri non hanno competenza in una zona di proprietà comunale e senza sorveglianza i ladri agiscono indisturbati”.

mercato ortofrutticoloI ladri, appunto. Quelli che secondo i residenti della zona si aggirano intorno alle dieci di sera, ogni sera, entrano nella struttura e fanno terra bruciata. Ieri hanno sfondato i tombini di ghisa saldati con fiamma ossidrica e portato via l’oro di queste zone: i cavi di rame. Cavi da bruciare nell’ennesimo rogo tossico. Da qui l’esasperazione e l’avvertimento che suona come una previsione: “Non ne possiamo più: l’unica alternativa è abbandonare la struttura e chiedere ai comuni limitrofi di ospitare questa grande e storica attività. L’amministrazione comunale non merita un patrimonio che vanta 100 anni di storia”.

Giugliano, dunque, rischia di perdere una delle sue attività storiche perché “da 25 anni nessun politico né dirigente né direttore ha amato questa inestimabile risorsa del territorio”. A nulla sono valse le “otto ipotesi di gestione proposte dagli operatori realizzate dopo mesi di studi e richerche”. Tutte finite nei cassetti degli uffici comunali. “Come è possibile che in un momento di crisi così forte non si dia una mano a chi produce lavoro e ricchezze?”.

Agli appelli e alle denunce degli operatori del mercato, il dirigente del MOG al Comune scrolla le spalle e allarga le braccia. I lavori per la realizzazione del nuovo impianto elettrico stentano a partire, nonostante le promesse di avvio dopo le festività natalizie. A questi ritardi si aggiungono i “vuoti” del capitolato d’appalto: nessuna previsione di videosorveglianza o guardieria notturna. Il mercato è lasciato alle incursioni dei vandali. E tra poco anche gli ultimi soldati abbandoneranno quello che è diventato una specie di Forte Apache.