Terra dei Fuochi, i dati del Ministero sui terreni: è allarme a Caivano. “Sospesa” Giugliano

Terra dei Fuochi, i dati del Ministero sui terreni: è allarme a Caivano. “Sospesa” Giugliano

Secondo le prime analisi trapelate dalla commissione interministeriale ad Acerra e Caivano non si può coltivare in più di metà dei terreni


Secondo le prime analisi trapelate dalla commissione interministeriale ad Acerra e Caivano non si può coltivare in più di metà dei terreni esaminati. Per la terza città della Campania invece risultati buoni ma parziali

HINTERLAND – Saranno pubblicate a breve le analisi della commissione interministeriale sui terreni ricompresi nella Terra dei Fuochi. Dati ancora parziali però sono stati resi noti dal sito Fanpage.it.

Nel territorio di Giugliano ben 14 terreni sono risultati idonei alla coltivazione, con l’attribuzione della lettera A. Si tratta, però, di un risultato ancora parziale: si attende, infatti, entro la fine di questa settimana, l’esito degli esami condotti su altri 20 campioni di terreno, per i quali adesso vale la voce “sospesa”.

analisiLe analisi. Le analisi sono state effettuate su campioni di particelle di terreni che rientrano nella mappa presentata lo scorso mese di marzo, quando su un totale di 1.076 chilometri quadrati di terreni mappati, solo il 2% venne classificato come area sospetta.

Preoccupante, invece, la situazione di Acerra, dove l’87% dei terreni esaminati è stato classificato con la lettera D. Segue, poi, Caivano, dove il divieto di coltivazione è stato posto sul 66% dei terreni esaminati.

Per classificare la vulnerabilità dei suoli rispetto alla qualità delle produzioni agricole, è stata utilizzata una scala che va da “A” a “D”, quindi dai terreni ritenuti idonei alla produzione agroalimentare (A) a quelli su cui è stato posto un divieto di coltivazione (D), passando per quelli in cui vi sono limitazioni a determinate produzioni agroalimentari in determinate condizioni (B) e quelli idonei a produzioni non alimentari (C). Compare, infine, la voce “Sospesa”, riferita ai casi in cui il giudizio è sospeso in attesa di interventi di rimozione dei rifiuti o ulteriori accertamenti.