Caos “San Giuliano”: 3 ambulatori a rischio chiusura. Situazione difficile anche al pronto soccorso

Caos “San Giuliano”: 3 ambulatori a rischio chiusura. Situazione difficile anche al pronto soccorso

Le carenze strutturali e di personale hanno messo in ginocchio il nosocomio giuglianese. Ad incidere principalmente è il blocco del turn-over GIUGLIANO


Le carenze strutturali e di personale hanno messo in ginocchio il nosocomio giuglianese. Ad incidere principalmente è il blocco del turn-over

GIUGLIANO – L’ospedale “San Giuliano” è in ginocchio, è una lenta agonia. Situazione che va avanti ormai da anni ma che presto potrebbe portare ad una situazione di non ritorno. Sono tre infatti gli ambulatori che secondo voci di corridoio rischierebbero la chiusura: Cardiologia, Medicina ed Oncologia. La motivazione principale è quella della mancanza di personale. Un’ala dell’ambulatorio Utic di Cardiologia, inoltre, è stata inaugurata solo pochi mesi fa (LEGGI).

Con il cosiddetto “blocco del turn-over”, imposto dal piano di rientro finanziario della regione per annullare il segno “meno” ereditato dalla precedente giunta Bassolino, si è impossibilitati nel fare nuove assunzioni e medici ed infermieri sono obbligati a turni estenuanti. Quelli che vanno in pensione, in pratica, non vengono rimpiazzati. Solo nel reparto di Oncologia, forse quello con il numero di richieste più elevato, mancherebbero altri 2 medici. L’attuale personale oncologico, tra l’altro, è costretto a lavorare in spazi angusti con i pazienti che a volte si devono spostare nei locali della vicina Asl per effettuare le chemioterapie.

E poi c’è il “mistero” del pronto soccorso. Qui pare che i lavori siano fermi al palo per una mancata licenza. L’ambulatorio è momentaneamente situato al piano terra in locali che però non permettono il giusto servizio per i pazienti. Le carenze dunque sono anche strutturali.

“Gli ambulatori sono messi talmente male che non riescono più ad andare avanti – afferma Gerardo Vitale, segretario Cgil Giugliano – manca la sostituzione del personale e la manutenzione è assente. Oggi la struttura sta pagando le conseguenze delle politiche di austerity imposte dalla giunta Caldoro. Il piano di rientro è stato fatto sulla pelle degli utenti. La situazione del pronto soccorso poi è paradossale – aggiunge il sindacalista – è assurdo che in una struttura pubblica, a lavori in corso, si riscontri la mancanza di una licenza. Secondo una stima c’è una carenza del 30% del personale e l’attuale situazione di stallo è molto pericolosa.”

Le criticità appunto non verranno sicuramente risolte in breve tempo. Bisognerà almeno attendere la prossima tornata elettorale – con i politici attualmente interessati di più alla campagna elettorale – e la nomina di un nuovo manager alla guida dell’Asl Napoli 2 Nord, al momento con alla guida un commissario che ne cura solo l’ordinaria amministrazione dopo che l’ex dirigente Giuseppe Ferraro è andato in pensione.

E’ possibile quindi, nel caso in cui la chiusura sia realmente inevitabile, che si trovi un soluzione di stop temporaneo.