Giugliano, ieri la presentazione del libro di Francesco Piccolo

Giugliano, ieri la presentazione del libro di Francesco Piccolo

Lo scrittore ha presentato il libro “Il desiderio di essere come tutti”, che gli è valso la vittoria del premio Strega GIUGLIANO – Alle


Lo scrittore ha presentato il libro “Il desiderio di essere come tutti”, che gli è valso la vittoria del premio Strega

GIUGLIANO – Alle 17 di ieri, nell’auditorium della biblioteca comunale di Giugliano, lo scrittore e sceneggiatore campano Francesco Piccolo, ha presentato il libro “Il desiderio di essere come tutti”, edito da Einaudi, col quale ha vinto l’edizione scorsa del Premio Strega. All’evento, promosso dall’associazione culturale Minerva, oltre ai membri dell’associazione, erano presenti alcuni alunni dei licei De Carlo, Cartesio e Marconi, accompagnati dalle loro insegnanti.

Ad introdurre l’incontro, la presidente dell’associazione Minerva, Bianca Granata Guadalupi. Quest’ultima ha presentato Piccolo citando i nomi di alcuni film di cui l’autore casertano ha curato la sceneggiatura: “Caos calmo”, “Habemus Papam”, “Il Caimano”, “Il capitale umano” e, ultimo, in ordine di tempo “Il nome del figlio”, uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 22 Gennaio.

Prima di cedere la parola allo scrittore, la presidente ha poi descritto le parti salienti dell’ultimo lavoro di Piccolo, ricordando come non sia un «libro facile da definire». Un po’ saggio, un po’ romanzo, “Il desiderio di essere come tutti” è un racconto autobiografico, in cui l’autore narra la sua educazione e disillusione politico-sentimentale di uomo di sinistra nell’Italia degli ultimi tre o quattro decenni. Alla storia della sua vita privata si affianca la biografia dell’altro “personaggio” centrale del libro: il Partito comunista italiano.

«E’ un prodotto che io ho in testa da moltissimi anni, è un libro che mi sembra di avere in testa fin da quando ho iniziato a scrivere – ha spiegato lo scrittore durante il dibattito – Ho sempre avuto voglia di raccontare la mia vita anche per farne una specie di scelta simbolica di un modo di narrare, cioè raccontare la vita di una persona in relazione alla vita di tutti, ma soprattutto mettere in relazione la vita privata con la vita pubblica, cioè io ho sempre creduto, fin da quando ho iniziato a pensare questo libro, che un’autobiografia non può essere fatta soltanto dei fatti privati di una persona, ma che le sue relazioni pubbliche, la sua presenza nella vita pubblica sono sempre i fattori determinanti anche per la sua vita privata».

Nel corso dell’evento poi, la Guadalupi ha letto alcuni passi del libro, tra cui quello in cui viene citato lo scrittore Goffredo Parise. Successivamente si è lasciato spazio alle domande del pubblico in sala. Particolarmente interessante la risposta che Piccolo ha dato alla domanda : «Cos’è un intellettuale per lei?» : «In Italia di solito un intellettuale è quello che dice quello che noi stiamo aspettando che dica, e questo fatto qua a me non convince, cioè l’intellettuale è quello che scrive sui giornali che noi già sappiamo che ci piacciono e scrive un commento su un fatto, che noi già sappiamo che ci piacerà, già sappiamo che saremo d’accordo… questo tipo di intellettuale, di per sé, non è un’intellettuale, l’intellettuale è quello che invece, quando leggi quello che dice, dice una cosa che ti fa riflettere, sulla quale sei d’accordo o non sei d’accordo». Dopo il dibattito, l’autore si è trattenuto a firmare le copie del libro.

Antonella Sica