Schiavone, mistero sulla sua morte. Indagati infermieri e medici

Schiavone, mistero sulla sua morte. Indagati infermieri e medici

Il procuratore di Reggio Calabria De Raho: “Si indaghi a fondo”. Disposta per oggi l’autopsia sul cadavedere HINTERLAND – Non sembra tutto


Il procuratore di Reggio Calabria De Raho: “Si indaghi a fondo”. Disposta per oggi l’autopsia sul cadavedere

HINTERLAND – Non sembra tutto chiaro nella morte di Carmine Schiavone, l’ex boss dei Casalesi deceduto secondo il referto per infarto domenica scorsa. I familiari hanno presentato una denuncia alla Procura riguardo la morte del loro parente. Avviate subito le indagini, la Procura di Viterbo ha proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati di una dozzina tra medici e infermieri che a vario titolo hanno avuto in cura Schiavone nel nosocomio viterbese.

Il pentito eccellente del processo “Spartacus” era ricoverato nell’ospedale di Viterbo a seguito di una caduta ed era stato sottoposto ad un intervento di neurochirurgia su una vertebra. I familiari nella denuncia sostengono che «poteva essere fatto di più» dopo l’intervento. L’inchiesta dovrebbe ora accertare se eventuali negligenze del personale medico abbiano contribuito al decesso di Schiavone. Disposta per oggi l’autospia sul cadavere.

de raho
De Raho

Le dichiarazioni di De Raho. C’è però chi non esclude che dietro la morte di Schiavone possano esserci anche ragioni ben più gravi. Il Procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, uno dei pm del processo “Spartacus”, predica cautela. A Il Mattino ha affermato che “andranno svolte indagini accurate. Nessuno può escludere che qualcosa non sia andato per il verso giusto”.

C’erano altri segreti che il boss dei Casalesi era pronto a svelare? Non si sa. E’ certo però che negli ultimi mesi Schiavone ha alla DDA di Napoli dettagli importanti in merito a presunti traffici di rifiuti speciali e scorie nucleari avvenuti dall’estero verso la Campania e la Calabria con la complicità della ‘ndrangheta. Voci, dichiarazioni. Un nuovo rapporto di collaborazione col procuratore De Raho. Forse materiale sufficiente per mettere in moto nuove indagini e far tremare altri politici e mafiosi.

I sospetti dei familiari. Del nuovo rapporto con la Procura calabrese i familiari di Schiavone, pur non conoscendone i contenuti nello specifico, erano da tempo informati. Per questo, quando il padre è morto in circostanze non chiare, la prima telefonata che hanno sentito il dovere di fare è stata al procuratore capo della Dda reggina. Il figlio di Schiavone avrebbe messo al corrente Cafiero de Raho di tutti i particolari e le circostanze “strane” presenti nella morte di Schiavone. E che li avrebbero indotti a sospettare che ci sia qualcosa di molto poco naturale. Qualcosa che tinge questa morte di giallo.