Trasporto disabili di Qualiano, la denuncia di una mamma: “Mio figlio trattato come un disabile di serie B”

Trasporto disabili di Qualiano, la denuncia di una mamma: “Mio figlio trattato come un disabile di serie B”

Soppresso il servizio di navetta per tutti i bimbi affetti da disabilità, si era pensato a un servizio cofinanzato dai genitori. Ma


Soppresso il servizio di navetta per tutti i bimbi affetti da disabilità, si era pensato a un servizio cofinanzato dai genitori. Ma non è mai partito. Ecco la lettera di un genitore che lotta inutilmente per i diritti del proprio bambino

Sono una cittadina del comune di Qualiano, madre di un bambino affetto dalla sindrome di sotos, una condizione di origine genetica che provoca una ipercrescita fisica nei primi anni di vita.
Essa comporta molti problemi di salute e dall’età di 4 mesi mio figlio frequenta un centro di riabilitazione, per imparare ad affrontare e gestire le piccole difficoltà che incontra, anzi incontriamo, quotidianamente. Sapevamo di dover affrontare tante prove che ci mette davanti questa sintomatologia ma mai avrei pensato di dover sprecare altre energie per avere un diritto che spetta al mio bambino.
Vi spiego. Fino a due anni fa ho usufruito del servizio navetta per disabili, messo a disposizione dal comune di Qualiano, per raggiungere il centro che ha sede a Marano. Purtroppo però con la nuova amministrazione, il servizio è stato limitato a chi ha una connotazione di gravità (art3. Comma 3 della legge 104). Premetto che questa mia lettera non è mossa da interessi politici poiché gli unici interessi che contano e voglio tutelare sono quelli di mio figlio.
Per diversi mesi insieme ad alcune mamme abbiamo presidiato il comune di Qualiano alla ricerca di spiegazioni ed abbiamo appreso che i nostri bimbi non potevano usufruire di questo servizio, per noi di fondamentale importanza, poiché gli era stata si riconosciuta la legge 104 ma senza connotazione di gravità. La volontà di far valere i diritti dei nostri figli non si placava allora, assistita da un legale, ho deciso di non arrendermi così ci siamo tutte recate in consiglio comunale. In questa occasione strappammo una promessa al consigliere alle politiche sociali Francesco Odierno, un servizio navetta disabili paralello, sovvenzionato metà dal comune metà da noi genitori.
È trascorso un anno da questa promessa che purtroppo per noi non è stata mantenuta.
Intanto ho portato avanti un iter legale alla fine del quale è stata riconosciuta a mio figlio la legge 104 comma 3 articolo 3 e quindi con la connotazione di gravità che il Comune richiedeva. Nel novembre 2014 l’assessore di Odierno mi chiese di poter verificare la veridicità del riconoscimento di questa gravità attraverso una copia del decreto del giudice, solo dopo avrei potuto usufruire del servizio senza alcun problema.
Il 5 febbraio 2015 mi sono recata al comune con la copia omologa, proprio come l’assessore aveva richiesto, ma mi sono ritrovata di fronte ad un nuovo NO. Mi è infatti stato spiegato che ancora una volta mio figlio non poteva usufruire di questo servizio poiché solo chi fa terapia sociosanitaria al centro per l’intera giornata può utilizzare la navetta. Frequentando il centro per terapia ambulatoriale, solo il pomeriggio, mio figlio, a loro dire, non ne avrebbe diritto.
Ma le sorprese non erano finite qua. Come se non bastasse, mi sono sentita dire da uno dei dipendenti comunali, con un ruolo di rilevanza, che avrei potuto pagare il servizio con l’indennità di frequenza che percepisce mio figlio. Premettendo che non spetta a loro deciderlo, nonostante il periodo economicamente infelice, la mancanza di lavoro, problemi di salute che purtroppo interessano anche me, continuo a fare il mio dovere di buona cittadina pagando le tasse, allora vorrei capire come mai mio figlio continua ad essere trattato come un disabile di serie B? Inoltre, perché non è stata mantenuta la promessa fatta un anno fa in consiglio comunale,cioè quella di un servizio parallelo?
Infine vorrei informare il comune di Qualiano, che nei comuni limitrofi, i ragazzi che fanno terapia ambulatoriale non sono muniti di servizio navetta disabili ma percepiscano un’indennità di trasporto dal proprio comune. Vorrei che il sindaco e l’assessore Odierno mi ascoltassero veramente, cercando di risolvere una situazione che crea difficoltà a mio figlio e all’intera famiglia.

Mamma C.