Alimentazione e tumori, parlano i dottori della dieta “disintossicante”

Alimentazione e tumori, parlano i dottori della dieta “disintossicante”

L’equipe conosciuta grazie al servizio de “Le Iene” chiarisce i dubbi di tanti lettori sulla “terza medicina”. E annuncia i prossimi step: “Mappare la situazione


L’equipe conosciuta grazie al servizio de “Le Iene” chiarisce i dubbi di tanti lettori sulla “terza medicina”. E annuncia i prossimi step: “Mappare la situazione in Italia per consigliare a ogni famiglia cosa mangiare”

HINTERLAND – L’alimentazione è la terza medicina. Questo il messaggio positivo con cui ci accolgono dottori D’Orta e Del Buono, noti per aver lanciato la dieta “disintossicante” che aiuterebbe a ridurre i livelli di metalli pesanti presenti nel nostro organismo (LEGGI ).

Siamo a Sala, frazione di Caserta. L’equipe “DD Clinic”, coordinata dal dottor D’Orta, lavora in uno studio lontano dal traffico e dai rumori della città. Dalla finestra, in lontananza, imponente si erge il Vesuvio, poi la Reggia di Caserta e un immenso territorio noto a tutti come “Terra dei fuochi”.

“Tutto quello che mangiamo può fare bene o male, dunque l’alimentazione dovrebbe essere sempre associata come supporto a tutte le terapie per il cancro, sia che si tratti di chemio sia che si tratti di radioterapia.” Così Armando D’Orta, biologo nutrizionista, con estrema disponibilità ha chiarito ogni dubbio sulla dieta alternativa che da una settimana a questa parte sta spopolando sul web tra critiche e adesioni.

Se nella Terra dei fuochi tutto è contaminato, che senso ha seguire una dieta “disintossicante”?

“Non importa qual è la quantità di metalli presenti nel nostro organismo, ciò che conta è rendere questa presenza non tossica. Il metallo, infatti,  non fa male di per sé. Il problema sorge quando a causa di alcuni ceppi batterici intestinali (ed altre condizioni), viene trasformato in forma tossica, o viene a trovarsi in un luogo dell’organismo in cui può fare danno. Il nostro corpo, però, è in grado di espellere il più possibile cambiando stile di vita e alimentazione, assumendo quelle sostanze che la natura ci ha messo a disposizione”.

Sostanze come la zeolite?      

“Certo. La zeolite è una sostanza presa dalla chimica vegetale. Tuttavia può agire come un farmaco e quindi deve essere utilizzata solo quando c’è un reale problema e, soprattutto, dietro consiglio medico.”

Come possiamo ovviare al problema della provenienza dei prodotti?

“Il rischio è globale, tutto può essere contaminato. Noi parliamo di “Italia dei fuochi”: nessuno può esser certo che la mela presa in un qualunque supermercato sia buona. L’unica soluzione è “ruotare” quello che mangiamo e dove lo compriamo”.

A cosa è mirata la vostra dieta?

dieta le iene“Lo scopo del nostro lavoro è il riequilibrio della funzione fisiologica della cellula. Riducendo i livelli di metalli pesanti, rimettiamo in salute la cellula. Ricordiamo che il metallo è solo una delle tantissime sostanze che possono essere dannose, e possiamo usarlo come “indicatore” per conoscere quanto le nostre cellule siano capaci di disintossicarsi. Un esempio: se si riduce il mercurio, possiamo essere ragionevolmente sicuri che si riducono anche altre cose nocive.  Per questo vogliamo dare dei messaggi pratici alle persone, offrendo una soluzione comportamentale che tutti possono attuare”.

Sta per partire la seconda parte del vostro progetto. A chi si rivolge?

“Il nostro lavoro si articola in tre fasi. La prima è stata uno studio pilota che ha prodotto risultati molto incoraggianti e per questo continueremo a fare ricerca (quello raccontato ne Le Iene, ndr). La seconda fase, invece, vedrà uno studio condotto su 100 nuclei familiari della Campania. Nell’ultima fase, infine, selezioneremo 1000 nuclei familiari, 100 per ogni zona altamente contaminata d’Italia. Tutto ciò servirà anche a fare una mappatura delle zone inquinate nel territorio italiano e a consigliare alle persone, nello specifico, cosa mangiare e cosa evitare a seconda di quello che il loro territorio offre, visto che, a seconda della zona, si riscontra una concentrazione di alcuni tipi di metalli piuttosto che di altri”.

Quale messaggio vuole lasciare ai lettori?

“Siamo tutti sulla stessa barca. La dieta non esclude la necessità di interventi come le bonifiche. Ma nel nostro piccolo possiamo iniziare a responsabilizzarci”.

Anche il dottor Del Buono, immunoallergologo, ci ha illustrato il lavoro svolto dalla DD Clinic, una squadra che conta medici, biologi, farmacisti e psicoterapeuti.

Dottor Del Buono, com’è nata questa iniziativa?

“L’iniziativa è nata per dare una risposta alle persone che stanno male e per dire loro che gli alimenti, oltre a dare energia, possono essere usati come farmaci. L’alimentazione è la terza medicina. Consumando una mela fuori stagione, assumiamo elementi che non servono al nostro organismo, perché si tratta di un frutto artificiale privo di quello che la natura offre in quel periodo dell’anno. Dobbiamo seguire la natura, evitando di dare sostanze tossiche al nostro corpo”.

Che ruolo possono avere le istituzioni?

”Al di là degli interventi di bonifica, le istituzioni possono svolgere un ruolo fondamentale selezionando e sostenendo delle persone che sul territorio siano in grado di dare delle risposte. Questo dà autorevolezza al lavoro che viene fatto e allo stesso tempo aumenta la fiducia del cittadino. È questo il primo passo affinché si sviluppi una cultura dell’alimentazione dal basso, partendo dalle scuole per arrivare alle famiglie: i figli seguono i propri genitori”.

ECCO LA DIETA DISINTOSSICANTE